Pescara, riecco Grassadonia

18 Settembre 2018

Sebastiani lo aveva inserito tra i candidati per guidare il Delfino, poi ha conosciuto Pillon...

PESCARA. Per un paio di mesi il suo nome è stato accostato alla panchina del Pescara. E sabato all’Adriatico (ore 15) farà di tutto per dimostrare il suo valore. Gianluca Grassadonia, tecnico del Foggia, tra quattro giorni si troverà di fronte Bepi Pillon che al termine del torneo scorso ha resistito ai suoi “attacchi” e a quelli di altri allenatori conservando il timone del Delfino. Sarà un confronto generazionale tutto da vivere sulle due sponde: Grassadonia, 46 anni, vuole azzerare al più presto la penalizzazione che grava sulla sua squadra (ora il Foggia è a -5), mentre il 62enne Pillon intende sfruttare i due turni casalinghi che attendono i biancazzurri (dopo il match con i rossoneri, martedì 25 arriverà in Abruzzo il Crotone) per avvicinarsi al vertice.
Il presidente Daniele Sebastiani ha iniziato a pensare all’ex difensore di Cagliari e Salernitana nelle settimane successive al divorzio con Zdenek Zeman, quando l’impatto di Massimo Epifani non ha sortito gli effetti desiderati. Grassadonia guidava il club piemontese e ovviamente non poteva essere tesserato subito, per cui il ragionamento del massimo dirigente pescarese era proiettato sulla stagione successiva. Il patron si era informato ricevendo ottime referenze da Antonio Bocchetti, ora ds del Fano (società satellite del Pescara), che è stato allenato da Grassadonia alla Paganese nel 2015-16 e l’anno successivo è diventato il direttore sportivo dei campani in serie C. Insieme all’attuale allenatore del Foggia, la società aveva valutato Christian Bucchi, poi finito al Benevento, e Roberto Stellone, che è ancora a libro paga del Palermo e, se i rosanero avessero perso due giorni fa contro il Foggia, il patron Maurizio Zamparini forse lo avrebbe richiamato.
Alla fine l’ha spuntata Pillon. Altro che traghettatore. Bepi ha convinto un presidente che, Zeman a parte, ha mostrato spesso una forte predilezione per i tecnici giovani. Sabato, il condottiero biancazzurro vorrà dimostrare a Sebastiani che quella di confermarlo è stata la scelta giusta.
Il doppio ex. Due mesi fa è finita la sua esperienza nel Levski Sofia e Delio Rossi è pronto per una nuova avventura. In attesa di una chiamata il doppio ex (guidò il Pescara nel 1996-97 e nel 2000-2001, il Foggia nel ’95-96) ha ricominciato a seguire la B, dove ci sono altre tre squadre che ha allenato nella sua carriera: Lecce, Salernitana e Palermo.
Rossi inizia tessendo subito le lodi di Pillon. «Bepi è una persona seria. È uno che si “sporca” ancora le mani», dice il 58enne nato a Rimini, «il suo curriculum parla per lui e per fortuna le società ogni tanto si ricordano degli allenatori capaci. Non dimentichiamo che Sarri fino a tre anni fa non aveva avuto grandi occasioni, ma chi sa di calcio conosceva già da tempo le sue capacità. Su Pillon dico che questo mondo brucia tutto in fretta, perciò sono contento per la chance che gli ha dato il Pescara. Delfino outsider per la serie A? È troppo presto per dirlo, tra qualche settimana capiremo le reali potenzialità. Per ora, sulla carta, sono favorite le tre retrocesse e il Palermo».
Infine, Delio Rossi parla anche della situazione in casa Foggia. «La penalizzazione è un rischio soprattutto se l’ambiente gliela farà pesare. La sconfitta con il Palermo ci può stare, ma ora i rossoneri non devono commettere l’errore di iniziare a stilare tabelle di marcia. Bisogna andare avanti con serenità e, soprattutto, i tifosi devono stare vicini alla squadra».
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