Pescara, riecco Sforzini e arriva la vittoria-salvezza

11 Maggio 2014

Il bomber, appena entrato, stende il Siena. Brugman ko: stagione finita

PESCARA. Tre passi (decisivi) verso la salvezza. E un lungo sospiro di sollievo per allontanare lo spettro della zona play out. Ci ha pensato Nando Sforzini a piegare la resistenza del Siena e a rilanciare il Pescara verso una posizione di classifica più tranquilla. Adesso, a quattro giornate dalla fine e con 50 punti, sono cinque le lunghezze di distanza dalla zona play off e sette i punti di vantaggio sulla quint’ultima piazza. E’ inutile alimentare illusioni, vuoi perché davanti ci sono tante squadre vuoi perché comunque la vittoria contro il Siena è stata affatto entusiasmante. Il massimo risultato con il minimo sforzo, soffrendo fino alla fine e perdendo uno degli elementi migliori, Gaston Brugman. Successo comunque meritato, per quanto fatto vedere nella ripresa, che spezza un digiuno casalingo di un paio di mesi (l’ultimo 2-0 al Cesena, l’8 marzo scorso). L’ha firmato l’attaccante che più ha deluso le attese, vale a dire quel Nando Sforzini arrivato a Pescara nel gennaio del 2013 e pagato 1,5 milioni. E’ stato il secondo gol in maglia biancazzurro, anche questo decisivo così come è avvenuto al Picco di La Spezia. Il bomber di Bracciano (al suo attivo anche un palo di testa al 36’) era appena entrato (al 22’) al posto di Salviato. E, al 24’, si è trovato al posto giusto al momento giusto, spingendo in rete con la pancia quel pallone che non ne voleva sapere di entrare nel mischione che si era acceso nell’area piccola dei bianconeri.

E così, in un solo colpo, sono scomparsi le paure e i venti di contestazione che si stavano alimentando dopo quel primo tempo di nuovo incolore. Dopo sei partite (Latina-Pescara 0-2, il 25 marzo scorso, l’ultima volta), ecco finalmente i tre punti che rasserenano un ambiente rassegnato. Partita per pochi intimi (1.922 paganti, record stagionale negativo), l’emblema del fallimento sportivo (mancato approdo ai play off) di una stagione iniziata tra l’entusiasmo della piazza e una squadra che ha prodotto un buon calcio fino a dicembre. Poi, è evaporata. Una caduta verticale nel girone di ritorno da far venire i brividi. Il Pescara degli ultimi tempi non si può considerare propriamente una squadra, ma un gruppo di giocatori con la stessa maglia. Di gioco nemmeno a parlarne. Anche ieri è stato così. Basti pensare a quel Salviato, di professione terzino, schierato nell’improbabile ruolo di centrocampista oppure ai primi 45’ chiusi senza lo straccio di una conclusione nello specchio della porta. Squadra timorosa e inconcludente quella di Serse Cosmi in cui ognuno gioca per sè senza un filo conduttore. Nella ripresa, il Pescara si è aggrappato agli episodi. Si è fatto vedere con maggiore insistenza dalle parti del portiere Lamanna fino a trovare la rete che ha ridato il sorriso a uno stadio che presentava larghi spazi vuoti sugli spazi.

Il Siena è stato più intraprendente nel primo tempo, durante il quale ha perso la punta di diamante, Rosseti, per infortunio. Nel secondo, la sua azione è scesa di intensità e il Pescara ne ha approfittato, nonostante abbia perso Brugnan dopo 14’: distorsione al ginocchio destro e sospetta lesione del legamento crociato. Stagione finita per l’uruguaiano.

Il passo falso dell’Adriatico-Cornacchia rischia di essere decisivo nella corsa dei toscani verso la zona play off. Ma nella città del Palio sono ben altri i problemi di questi tempi, basti pensare che la trasferta di ieri è stata garantita dal ds Stefano Antonelli visto che la società è sull’orlo del fallimento.

Il Pescara, invece, ha solo bisogno del sigillo per la salvezza matematica. Martedì sera sera ci sarà il derby d’Abruzzo con la Virtus Lanciano, in piena zona play off. Alla luce dei risultati di ieri un pareggio potrebbe aiutare entrambe le contendenti a perseguire i rispettivi obiettivi. Ma, si sa, il derby è una sfida che sfugge ad ogni pronostico.

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