Pescara, rientra Drudi Davanti Ceter-Odgaard

Grassadonia torna alla difesa a cinque per scuotere la squadra in crisi
PESCARA. Domani il Vicenza fuori casa, poi la sosta per le nazionali. Il ritorno in campo venerdì 2 aprile nel match casalingo contro il Pisa che precede il doppio impegno in trasferta sui campi di Monza (lunedì 5 aprile, Pasquetta) e Brescia (sabato 10).
Dunque, il Pescara si prepara al duro trittico con 3 delle prossime 4 gare da disputare lontano dall’Adriatico. In apparenza, considerata anche la caratura degli avversari, non ci sarebbe nessuna chance di tornare in vita e scongiurare la retrocessione in C. Al contrario, guardando i numeri, paradossalmente non giocare nello stadio amico potrebbe essere un vantaggio, visto che il rendimento interno del Delfino è il peggiore della serie B. Su 15 match in casa, infatti, i biancazzurri hanno collezionato appena 10 punti (due vittorie, quattro pareggi e nove ko, in media 0,66 punti a partita). Il successo più recente risale a quasi un girone fa (19 dicembre, 3-2 contro il Monza) e nelle ultime 8 gare interne il bottino è di soli 3 punti (cinque ko e tre pareggi). Fuori casa, invece, il bilancio è quasi decente: 13 punti in 14 match (tre vittorie, quattro pareggi e sette sconfitte, media 0,92 a gara). Inoltre, il Pescara non ha mai perso nelle quattro partite disputate in trasferta con Gianluca Grassadonia in panchina (tre pareggi e una vittoria a Cittadella) e il tecnico salernitano si augura di proseguire la striscia positiva a Vicenza.
Si torna al 5-3-2. Contro l’Ascoli l’allenatore ha confermato il 4-3-2-1, modulo utilizzato anche contro il Pordenone, ma la mossa si è rivelata poco fortunata. Soprattutto nel primo tempo i marchigiani hanno messo in seria difficoltà il Delfino. Dopo l’espulsione di Scognamiglio (36’) e l’inserimento di Ceter (1’ della ripresa) la squadra si è riorganizzata tenendo bene il campo con il 4-3-2. La presenza del colombiano in attacco accanto a Odgaard ha permesso ai biancazzurri di fare respirare la difesa e tentare qualche sortita offensiva. Con senno di poi Grassadonia avrebbe potuto schierare dall’inizio Ceter e Odgaard in avanti per creare scompiglio a una retroguardia tutt’altro che irresistibile come quella bianconera (orfana peraltro di capitan Brosco, senz’altro il centrale più affidabile). Allo stesso tempo, con il 5-3-2, forse il Pescara avrebbe avuto maggiore solidità in fase di non possesso e meno difficoltà a contenere un reparto avanzato composto da interpreti di assoluto valore (Sabiri, Bidaoui e Dionisi). Domani, a Vicenza, l'allenatore dovrebbe riproporre tale modulo lasciando nel cassetto il 4-3-2-1, anche se c’è da fare i conti con l'assenza di Scognamiglio.
Le probabili scelte. L’espulsione rimediata contro l’Ascoli ha fatto scattare la squalifica e per sostituire Scognamiglio il tecnico dovrebbe puntare su Sorensen. Per la precisione, quest'ultimo agirà sul centro destra e Guth verrà spostato sul centro sinistra, dove agisce abitualmente Scognamiglio. L'idea, infatti, è quella di riportare Drudi al centro del trio difensivo. Il centrale romagnolo, dopo aver saltato due gare (Pordenone per squalifica e Ascoli a causa di un fastidio al ginocchio) sta bene ed è pronto a riprendere il comando della difesa. Dunque, tocca a Sorensen dimostrare di essere di non essere quello visto finora in riva all'Adriatico. La sua avventura a Pescara si sta rivelando deludente. Una condizione atletica precaria e qualche acciacco di natura fisica non gli hanno permesso di mettere in mostra le sue qualità, ma a Vicenza avrà un'altra chance per riscattarsi. A centrocampo Busellato dovrebbe riposare, al suo posto il grande ex Rigoni con Dessena mezzala destra e uno tra Machìn (in vantaggio), Memushaj e Maistro interno sinistro, Bellanova e Masciangelo esterni. Infine, in attacco è favorita la coppia Ceter-Odgaard che non ha sfigurato nel secondo tempo con l'Ascoli. Indisponibili, oltre a Scognamiglio, gli infortunati Bocchetti, Riccardi e Tabanelli. Il Delfino è penultimo con 23 punti, a -11 dalla salvezza diretta e a -5 dalla zona play out, bisogna espugnare il Menti per riaccendere le flebili speranze di restare in B.
Giovanni Tontodonati
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