Pescara riprende la corsa Lapadula abbatte il Como

3 Aprile 2016

Doppietta del bomber, i lariani accorciano e nel finale scoppia la bagarre

PESCARA. Vince, ma non brilla. Realizza due gol in 30’ grazie allo strepitoso Lapadula, domina e poi soffre. Il Pescara torna alla vittoria dopo un lungo digiuno e rientra in zona play off. L’ultimo successo risaliva al 30 gennaio, contro il Bari, e ieri, a distanza di oltre due mesi, il Delfino finalmente è riuscito a cancellare l’orribile striscia di risultati negativi e le cinque sconfitte consecutive. Tre punti d’oro per la classifica, ma la prestazione non è stata delle migliori, specie per un secondo tempo in cui i biancazzurri sono sembrati intimoriti di mettere in cassaforte la vittoria. Successo importante, certo, ma che avrà delle ripercussioni sulla squadra di Oddo.

Sì, perché bisognerebbe partire dal finale. Quando al triplice fischio si innesca una baraonda evitabile. Una rissa sedata a fatica tra Bessa, Benali e Barella, con questi ultimi due espulsi dopo la fine della partita. Il centrocampista del Pescara, toccato duro da Bessa a gioco praticamente fermo, ha qualcosa da ridire al centrocampista del Como, che viene supportato dallo spirito di vendetta di Barella piombato in campo dalla panchina. Benali è un toro infuriato e la sua rabbia viene placata a fatica da Lapadula e dal presidente Sebastiani. Il centrocampista biancazzurro, espulso, rischia una maxisqualifica in proiezione della sfida di Avellino, in cui saranno assenti anche gli squalificati Zuparic e Torreira. Non proprio una bella notizia per Massimo Oddo. Una reazione da censurare, quella dell’estroso centrocampista del Pescara, che a fine partita ha cercato vendetta dopo qualche colpo proibito ricevuto. Scene da censurare, visto che una roba del genere, ma con modi e protagonisti diversi, era già accaduta nella gara interna contro l’Ascoli.

Quello visto ieri è stato un Pescara dal doppio volto. Nel primo tempo brillante, vincente e propositivo; ma intimorito nella ripresa. Va detto che con l’uscita per infortunio di Campagnaro durante l’intervallo, il Delfino ha perso il coraggio mostrato nella prima parte di gara, abbassando inspiegabilmente il baricentro e lasciando qualche azione pericolosa di troppo al Como, che ha prima accorciato le distanze e, poi, sfiorato per ben due volte il pareggio con Marconi e, soprattutto, con Gerardi, che ha fatto tremare gli oltre 6mila spettatori (pochini) dell’Adriatico.

Il Pescara parte subito forte, facendo capire che probabilmente il periodo nero è ormai alle spalle. Corre, gioca ed è propositivo, tant’è vero che dopo una manciata di minuti arriva dritto davanti al portiere avversario. Lapadula, al 10’, viene atterrato in area, reclama un rigore, ma l’arbitro non è dello stesso avviso. Caprari riconquista palla e viene stesso da Casasola, dopo un paio di secondi. Il contatto c’è, è netto, ma anche stavolta Rapuano lascia correre innescando la rabbia dei biancazzurri. Quello però è solo il preludio al gol del vantaggio. Rete che arriva, al 15’, grazie a Lapadula, il quale, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, batte a rete dopo una traversa colpita da Mandragora. Diciannovesimo gol per il re dei bomber della B, che corre insieme a tutta la squadra ad abbracciare Massimo Oddo. Il Pescara c’è, spinge e fa rintanare il Como nella propria area. Lapagol però ha ancora fame, non vuole fermarsi e, al 33’, sempre sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con uno stacco sontuoso trafigge Crispino. Braccia al cielo e urla di gioia. Tutto bello, certo, ma la festa dura poco.

Campagnaro, dopo l’intervallo, rimane negli spogliatoi per una contrattura al polpaccio. La squadra rientra in campo con uno spirito diverso. Il Como ne approfitta accorciando, al 15’, con Giosa.. Lapadula sfiora la tripletta personale dopo una buona combinazione con Vitturini, poi però il Delfino si abbassa pericolosamente, pecca nel fraseggio e rischia la beffa. Aresti neutralizza un tiro velenoso di Bessa, al 33’, poi tocca a Marconi e Gerardi, ma con poca fortuna. Il Pescara fa fatica e non vede l’ora che arrivi la fine. Nel frattempo l’albanese Basha si fa buttare fuori per un fallo sul suo amico e connazionale Memushaj. E, dopo 5 minuti di recupero, l’urlo di gioia, strozzato in gola dalla rissa finale. Il Pescara ha vinto, certo, ma non è ancora del tutto guarito.

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