Pescara sa rimontare Buon pari col Brescia

23 Dicembre 2020

Si fa sentire l’assenza di Ceter in avanti, ma i biancazzurri per la prima volta fanno risultato recuperando lo svantaggio grazie a un secondo tempo audace

PESCARA. Il terzo risultato utile consecutivo certifica i progressi del Pescara ottenuti grazie alla gestione Breda. Vuoi perché si tratta di un pareggio conquistato senza un centravanti di ruolo in campo vuoi perché per la prima volta i biancazzurri fanno risultato recuperando lo svantaggio. Un pareggio che sta più stretto al Pescara che al Brescia per quanto fatto vedere specialmente nel secondo tempo. Ma, soprattutto, dà forza al processo di crescita di una squadra che non è solo difesa e contropiede, perché nella ripresa i biancazzurri mettono palla a terra e costringono le Rondinelle nella propria metà campo. Netta la supremazia nel possesso palla. Certo, c’è un Pescara con e senza Ceter. La partita con il Brescia certifica anche questa considerazione, perché senza il colombiano manca il punto di riferimento della manovra che si sviluppa prevalentemente a sinistra. Buon fraseggio, ma senza il finalizzatore è dura immaginare di impensierire una formazione costruita per tornare in serie A. Partita dai due volti in uno stadio tanto vuoto quanto freddo. La temperatura rigida intorpidisce entrambe le squadre nel primo tempo. Gara bloccata sul piano tattico, ritmi bassi. A sbloccarla è un episodio, poco prima dell’intervallo, è un’ingenuità della difesa biancazzurra con Bocchetti che liscia un pallone dalla sinistra calciato dall’ex Martella con Scognamiglio che mette giù Torregrossa sotto gli occhi dell’arbitro che indica il dischetto. E dagli undici metri lo stesso Torregrossa infila Fiorillo alla 200° in biancazzurro. Pescara sterile nella prima frazione, appena un salvataggio di Martella, al 31’, su Memushaj pronto alla stoccata vincente sul secondo palo. L’intervallo, però, scuote i biancazzurri che entrano in campo con un piglio diverso, più deciso e cominciano a occupare stabilmente la metà campo delle Rondinelle. Arrivano facilmente al limite dell’area, ma poi manca lo stoccatore, visto che Breda è costretto a centellinare Ceter alle prese con un fastidio muscolare. All’inizio della ripresa c’è un contatto molto dubbio con Memushaj che cade in area, Prontera di Bologna fa proseguire. Servirebbe un’invenzione, ma Galano non è in gran serata. Dionigi cambia per scuotere il Brescia alle corde, ma il Pescara insiste. E così il pareggio è tanto fortunoso quanto meritato. Al 16’ una conclusione di Omeonga dalla distanza viene deviata da Bisoli, la palla s’impenna e cade in area sul sinistro di Salvatore Bocchetti che si fa perdonare l’errore del primo tempo e bissa la rete di sabato scorso al Monza. Il Pescara non si accontenta, Breda mette Nzita al posto di Jaroszynski e chiede all’ex perugino di spingere di più a sinistra. Si gioca in una sola metà campo, quella del Brescia. E al 22’ proprio Nzita ha il pallone del 2-1, il suo sinistro da distanza ravvicinata viene respinto dal portiere Andrenacci. La partita si trascina con un copione stabile: Pescara in avanti e Brescia sulla difensiva. Ma il risultato non cambia, perché manca un finalizzatore al Delfino. Entra Ceter, ma dieci minuti non bastano per lasciare il segno su una gara che comunque lascia in dote indicazioni positive. Che testimoniano la stabilizzazione di una crescita che è nello spirito di squadra oltre che nei numeri. Nessun miracolo, ma la sensazione è che con Breda tutti rendano di più, fermo restando che certi limiti possono essere cancellati solo in sede di mercato.
All’orizzonte la trasferta di domenica a Chiavari, una gara da non fallire contro il fanalino di coda Virtus Entella. Nel frattempo, il Pescara si gode un Natale sereno e di speranza.
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