Pescara, senti Baroni: la B deve temerci

25 Marzo 2015

L’allenatore tira fuori gli artigli: «Calendario difficile? La squadra è in salute, forse sono gli altri che devono preoccuparsi»

PESCARA. «Il calendario è difficile? Nessun problema, potremo dire la nostra perché veniamo da una striscia di risultati positivi. Forse sono gli altri che devono preoccuparsi del Pescara». "Tomo tomo, cacchio cacchio", parafrasando la celebre espressione coniata da Totò, Marco Baroni lancia un bell’avviso ai naviganti.

L’allenatore biancazzurro mantiene sempre un basso profilo, ma, stavolta, neanche troppo in maniera velata, lancia il guanto di sfida.

«I proclami da me non li sentirete mai», dice il 51enne tecnico fiorentino. «Quelli servono solo in politica per vincere le elezioni. Mancano ancora dieci partite alla fine del campionato ed è tutto aperto. Sia dietro che davanti non molla mai nessuno. Non ci sono partite facili. Obiettivo? Il Pescara punta a fare bene. Lavoro tanto, parlare poco, stare a testa bassa e faticare questi sono gli ingredienti per vincere».

A partire dalla prossima sfida con lo Spezia. «Possiamo centrare il massimo risultato. Dobbiamo replicare la partita di Carpi».

Un salto all’indietro tornando alla partita pareggiata con il Bari: «È stata una partita non facile, la posta era alta e non c' è stato l' episodio che poteva togliere l' equilibrio, anche se quel fallo da rigore su Melchiorri poteva cambiare le sorti della partita, che tatticamente è stata buona. Abbiamo commesso l' errore di partire con ritmi molto alti poi, quando il Bari ha fatto lo stesso, siamo stati troppo frettolosi nel verticalizzare. Con il Bari è stato importante il fattore pubblico. In casa il loro apporto diventa determinante per noi, per gli arbitri e per gli avversari».

Tornando al rigore solare negato a Federico Melchiorri, Baroni precisa: «Nonostante l' episodio del rigore mi fido degli arbitri e credo che non potranno condizionare i risultati di qui alla fine».

Testa a La Spezia facendo la conta delle assenze (Memushaj e Bjarnason su tutti): «Dobbiamo andare in Liguria convinti di fare un risultato importante, nonostante le assenze, che non devono essere un alibi, anche perché stiamo bene sia fisicamente che mentalmente. Il calendario non mi spaventa, preferisco giocare uno scontro diretto che contro una squadra che non ha bisogno di punti. Non dobbiamo crearci un obbiettivo di punti, dobbiamo stare con la testa di gara in gara. Ci dobbiamo giocare la partita portando a casa il massimo. Le scelte? Dario Zuparic giocherà a centrocampo sabato perché Selasi non ha ancora recuperato».

Contratto in scadenza a giugno e al momento nessun segnale da parte della società per il rinnovo di contratto. «Il prossimo anno mi piacerebbe rimanere qui, ma adesso sono concentrato sul campionato. Non voglio pensare all' anno prossimo, certo è che mi piacerebbe restare. So bene la stima che nutre la società nei miei confronti. Tutto passa da questo finale di campionato, per tutti nel calcio non solo per me che faccio l’allenatore. Non voglio distrazioni», e continua.

«Sento la stima della società e non mi preoccupo di altro ora. Il club farà le sue valutazioni. Non devo chiedere un contratto, penso solo a lavorare». È il preludio all’addio?

©RIPRODUZIONE RISERVATA