Pescara, serve l’ultimo sforzo

La carica del tecnico Mammarella: «Con la spinta del pubblico possiamo riprenderci la A2»
PESCARA. Mancano due giorni alla partita della verità per il Pescara Pallanuoto, quella che dopo sei anni di attesa potrebbe riportare i ragazzi di Francesco Mammarella in serie A2. Sabato, ore 17,30, alle piscine Le Naiadi i biancazzurri dovranno vedersela contro il Messina nella bella della finale play off. All'ultimo atto di una lunga e logorante stagione le due squadre sono arrivate vincendo una partita ciascuna. Prima è stata la volta del Pescara in gara-1, poi dei siciliani nel ritorno di Messina. La miglior classifica a fine campionato assegna ai pescaresi il vantaggio del fattore campo, fino a questo punto sempre decisivo nel corso della serie: «Noi in gara-2 abbiamo sofferto la poca abitudine nel giocare in una piscina aperta», spiega il tecnico del Pescara Mammarella. «Adesso però la situazione si rovescia e saranno loro a doversi adeguare a quella chiusa in cui giochiamo noi. Abbiamo disputato un grandissimo campionato, conquistandoci il diritto di giocare la partita decisiva danti al nostro pubblico. Mi auguro che Pescara risponda numerosa sabato pomeriggio». Già all'indomani della partita persa a Messina, Mammarella aveva lanciato un appello per chiamare a raccolta quanti più tifosi possibile: «In gara-2 abbiamo visto cosa significa avere il tifo del pubblico. Loro erano tantissimi, con fumogeni e bandiere. Ma anche Pescara ha più volte dimostrato il suo amore verso la pallanuoto, l'ultima pochi giorni fa quando per l'amichevole Italia-Giappone c'erano quasi 2000 persone. A noi andrebbe bene averne anche la metà», dice scherzando. Prosperi e Riccitelli non saranno del match. Prosperi deve ancora smaltire i 4 turni di squalifica e per questo sarà costretto ad accomodarsi in tribuna, insieme all’infortunato Riccitelli. La novità è il rientrante Sarnicola, il capitano, una freccia in più nell'arco di Mammarella: «Vedremo in che condizioni sarà e che tipo di minutaggio riuscirà a sopportare, tuttavia averlo è sempre meglio che non averlo. Il giocatore è reduce da oltre due mesi di stop, ma anche un suo piccolo contributo potrebbe risultare importante». Da queste parti la serie A manca da troppo tempo, un motivo in più per dare il massimo e fare quell'ultimo passo mancato di un soffio negli anni scorsi: «Sabato conta solo vincere», prosegue l'allenatore del Pescara. «A Messina probabilmente la squadra non ha dato il 100%, abbiamo sbagliato l'approccio e subito un gol da centrocampo che ci ha tagliato le gambe. In gara-3 voglio che i ragazzi diano il 110% e anche di più. Dobbiamo far valere le nostre armi migliori, le ripartenze e la fisicità». Previsti quattro tempo da 8 minuti effettivi ciascuno. In caso di parità al termine si tireranno 5 rigori a testa per stabilire chi raggiungerà l'A2.
Adriano De Stephanis
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