Pescara, serve uno scatto per raggiungere i play off

L’attuale media punti non basta per centrare l’obiettivo, bisogna accelerare come nel 2015 quando i biancazzurri chiusero al 7° posto sfiorando la serie A agli spareggi
PESCARA. Giochi riaperti per i play off. La vittoria con la Salernitana ha spinto di nuovo il Pescara a ridosso dell’ottavo posto. Il ritardo è di due punti, ma squadra, tecnico e società pensano di poter rientrare presto in corsa, magari già dopo la prossima sfida in trasferta con la Virtus Entella in programma sabato a Chiavari (fischio d’inizio ore 15). Seguiranno le partite casalinghe con Cremonese e Carpi, due dirette concorrenti per un posto agli spareggi.
Cambio di marcia. Per raggiungere il traguardo i biancazzurri dovranno incrementare la media punti che attualmente è pari a 1,36 a partita con una proiezione finale di 57. Dal torneo 2013-14, stagione in cui i play off sono stati allargati a un massimo di sei squadre, con 57 punti nessuno è mai riuscito ad assicurarsi l’ottavo posto. Lo Spezia arrivò a 62 nel 2013-14, l’Avellino a 59 nel 2014-15, il Novara a 65 nel 2015-16 e di nuovo lo Spezia ne fece 60 nel torneo scorso.
Le ultime tre stagioni in B. Come quello di Zdenek Zeman, anche il Pescara di Marco Baroni (sostituito da Massimo Oddo che debuttò all’ultima giornata battendo il Livorno) nel 2014-15 si trovava un po’ attardato dopo 25 giornate. In quel torneo il Delfino occupava la nona posizione con 33 punti (otto vittorie, nove pareggi e otto sconfitte con 41 gol fatti e 22 subiti). Alla 25ª, la media punti dell’undici di Baroni (1,32 a gara) era leggermente inferiore al Pescara attuale (1,36), ma nelle ultime 17 partite della regular season i biancazzurri fecero un bel balzo passando a una media pari a 1,64 punti a partita. Alla fine, sotto la guida di Oddo, il Pescara andò ai play off e, dopo aver eliminato Perugia e Vicenza, conquistò la finalissima con il Bologna, ma i pareggi nelle due sfide premiarono i rossoblù che salirono in serie A grazie al miglior piazzamento ottenuto in campionato. L’anno successivo l’allenatore pescarese riuscì a completare l’opera centrando la promozione sempre attraverso gli spareggi visto che Cagliari e Crotone ebbero un rendimento altissimo. Alla 25ª giornata, il Pescara era terzo con 47 punti (media 1,88 a partita), uno in più rispetto alle attuali capolista Empoli e Frosinone. Chiuse il torneo quarto a quota 72, poi conquistò la A battendo il Trapani in finale.
Attacchi a confronto. Finora la squadra di Zeman ha segnato 35 gol, 41 ne aveva fatti alla 25ª il Pescara di Baroni con un parco attaccanti di alto spessore: Melchiorri, Politano, Caprari, Pasquato, Maniero (fino a gennaio) e Bjarnason), 40 quello di Oddo grazie a Lapadula, Caprari e Benali (nel reparto anche Cocco, Verde, Acosta, Sansovini e Mitrita). Superfluo ribadire che Zeman si aspetta molto di più dai suoi.
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