Pescara, sfida al Livorno e Pillon vuole la vendetta

30 Agosto 2018

A febbraio del 2011 l’allenatore venne esonerato dal club toscano alla 26ª giornata In attacco il tridente Mancuso-Cocco-Antonucci. Sei anni fa il dramma di Morosini

PESCARA. Bepi Pillon sogna un debutto casalingo da favola nella nuova stagione. Dopo il pareggio di Cremona, domenica (ore 18) all’Adriatico arriva il Livorno che a febbraio del 2011 esonerò l’attuale allenatore del Pescara. Nella stagione precedente i labronici, guidati prima da Gennaro Ruotolo, poi dall’ex biancazzurro Serse Cosmi, chiusero all’ultimo posto il campionato di serie A. L’anno successivo, in B, il presidente Aldo Spinelli affidò la squadra a Pillon. L’avventura in Toscana del tecnico veneto durò pochi mesi: in 26 partite gli amaranto collezionarono 9 vittorie, 8 pareggi e 9 sconfitte, delle quali 5 nelle ultime sei gare della gestione Pillon. «La squadra non dava cenni di risveglio», così Spinelli, che lo aveva sempre difeso, spiegò la decisione. Una flessione improvvisa che spinse la società ad affidarsi a Walter Novellino che però non riuscì ad entrare nei play off (in 16 match 6 successi, 6 pareggi e 4 ko, media punti 1,50, di poco superiore all’1,35 di Pillon).
Mancuso nel tridente. La squalifica di Marras spiana la strada a Mancuso. L’autore del primo gol stagionale dei biancazzurri sarà titolare nel tridente con Cocco e Antonucci. Per il resto Pillon dovrebbe confermare la fiducia ai giocatori che sono scesi in campo sabato scorso a Cremona. Davanti al portiere Fiorillo, linea difensiva con Ciofani, Gravillon, Perrotta e Balzano, a centrocampo Machìn (o Crecco), Brugman e Memushaj. Oltre a Marras, saranno assenti Palazzi, Fornasier e Del Sole per infortunio. Nella doppia seduta di ieri è rimasto a riposo Machìn a causa dell’influenza. L’ex romanista sarà comunque arruolabile per il match di domenica e si giocherà il posto in mediana con Crecco. Tornerà a disposizione Kanouté che ha scontato il turno di squalifica.
In memoria di Morosini. Pescara-Livorno non è una partita come le altre. Non lo è più da quel maledetto pomeriggio del 14 aprile 2012. Chi era presente non potrà mai dimenticare l’immagine di Piermario Morosini che barcolla, si accascia, prova a rialzarsi e finisce di nuovo a terra. Inutili i tentativi di rianimarlo: da lì tante discussioni sul mancato uso del defibrillatore. Il centrocampista morì sul terreno di gioco dell’Adriatico, stroncato a soli 26 anni da una crisi cardiaca. In campo c’era Balzano che l’anno corso è tornato a vestire la maglia del Delfino, in panchina l’attuale team manager Andrea Gessa. Domenica nel Livorno ci sarà Andrea Luci, l’ex biancazzurro ormai diventato una bandiera del club toscano. Era titolare in quella gara dove perse la vita Morosini lasciando un vuoto incolmabile tra i suoi ex compagni e non solo. Vicenza e Livorno hanno ritirato la maglia numero 25, ma il ricordo di Piermario è rimasto e resterà vivo nel cuore di tutti gli sportivi italiani.
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