Pescara si aggrappa all’acuto di Zappa

14 Luglio 2020

Il laterale (in fuorigioco) replica al vantaggio del Venezia con Firenze  Galano espulso dopo 23’, ma arriva il primo pareggio esterno stagionale

Eccolo il tanto sospirato pareggio esterno. Il primo stagionale che permette di muovere la classifica, ma non impedisce al Pescara di sprofondare in zona play out. Se il campionato fosse finito ieri sera - con Venezia, Perugia e Pescara insieme a quota 41 - dovrebbe disputare lo spareggio per restare in serie B contro la Juve Stabia. Ma ci sono altre quattro partite per effettuare lo scatto verso la permanenza tra i cadetti.
Ci sarà da soffrire fino alla fine, perché il tasso di autolesionismo della squadra non conosce confini. Al Penzo ci si mette anche Cristian Galano, il miglior cannoniere della squadra con 13 reti, che si fa espellere dopo 23’, compromettendo quindi almeno due partite. Una manata in faccia a Montalto pagata con il cartellino rosso. Che costringe i compagni a giocare in inferiorità numerica per un tempo, perché allo stesso minuto della ripresa il giovane Caligara ricambia l’ingenuità beccandosi due gialli in pochi minuti dall’arbitro Luca Massimi di Termoli. Partita maschia, per un’ora in mano ai lagunari, poi raddrizzata dai biancazzurri. Era il risultato auspicato alla vigilia. Resiste il tabù dello stadio Penzo dove il Pescara non vince da 28 anni. Proprio a Venezia era arrivato l’ultimo pareggio (2-2 il 4 maggio del 2019) in trasferta del Delfino. La storia si ripete, spezzando la serie di sconfitte (sei) lontano dall’Adriatico-Cornacchia. Un passo avanti, il Pescara è vivo, ma restano le incognite. In primis la fragilità difensiva (tredicesima gara in cui ha subito gol), ma preoccupa anche la tenuta dei nervi per via di quel rosso rimediato da Galano. E un atteggiamento che solo nella ripresa è diventato gagliardo. La squadra, infatti, non sempre dà la sensazione di giocare con il coltello tra i denti per conquistare un traguardo vitale. Sembra non aver assoluta contezza della posta in palio.
Due le novità nel 4-3-3 iniziale di Sottil: tornano Scognamiglio e Del Grosso nelle retrovie. Il Venezia inizia pigiando il piede sull’acceleratore, il Pescara cerca di ribattere colpo su colpo. Al 19’ Marino salva su Galano che sta battendo a rete da posizione favorevole e al 21 Lezzerini para in due tempi su Zappa dal limite. Al 23’ Galano si fa espellere e i lagunari accentuano la pressione. Al 31’ Fiorillo salva sulla percussione di Maleh. Il Venezia conferma i limiti realizzativi: attacca ma non sfonda. Pescara sulla difensiva anche all’inizio della ripresa quando, al 3’, viene infilato di testa dal neoentrato Marco Firenze. Venezia padrone del campo: un gol di vantaggio e un uomo in più. Così il Pescara - passato alla difesa a tre con gli ingressi di Balzano e Kastanos - comincia a farsi vivo in avanti. L’ingresso di Clemenza porta vivacità nella metà campo avversaria. Un po’ alla volta il Delfino sale. E al 23’ Caligara lascia in dieci il Venezia. Inizia un’altra partita, perché i lagunari cominciano ad aver paura, indietreggiano, e il Pescara prende coraggio. Al 31’ l’intuizione che ridà fiato alle speranze, è quella di Clemenza che serve in verticale Gabriele Zappa, leggermente in fuorigioco: il suo diagonale è letale e gonfia la rete. L’assistente Dei Giudici non si accorge del laterale oltre la linea dei difensori e il Pescara festeggia l’1-1. Dopodiché la partita perde di intensità e di agonismo. Le squadre si accontentano in attesa di tempi migliori. Venerdì si tornerà in campo, in casa con il Frosinone. Non ci sarà l’uomo più pericoloso in avanti, Galano. Sarà un’altra serata con il cuore in gola.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA