Pescara spento e confuso: Zeman a caccia di soluzioni

15 Novembre 2023

Troppi cambi e tanti giocatori utilizzati, il boemo chiamato a invertire la rotta

PESCARA. Il Pescara si lecca le ferite dopo l’ennesimo passo falso: solo un punto conquistato in 4 partite e la classifica inizia ad essere preoccupante. Probabilmente tra Carrarese e Rimini qualcosa in più il Pescara l’ avrebbe anche meritato ma l’aspetto negativo che va sottolineato è come la squadra non dia mai la sensazione di essere tanto più forte dell’avversario. E, ad essere sinceri, qualche vittoria arrivata nel periodo felice di inizio stagione non aveva proprio rispecchiato il reale andamento della partita o era stata facilitata da episodi. Qualche esempio? Contro il Gubbio in casa solo due prodezze di Squizzato e Moruzzi hanno indirizzato la partita, a Ferrara l’infortunio del portiere di casa sulla conclusione di Cangiano ha regalato il successo e l’espulsione di Lucca ha indirizzato quella partita.
Le criticità. Se oggi Zeman può rammaricarsi per qualche punto in meno conquistato tra Recanatese, Carrarese e Rimini, è altresì vero che in altre partite ha ottenuto più di quanto meritato. E c’è anche un’importante analisi tattica da fare. Spesso si punta l’indice sulle difficoltà che ha la squadra nello scardinare le difese avversarie quando si chiudono per proteggere la propria area. Vero ma non esaustivo. Perché il Pescara tante volte, l’ultima contro il Rimini lunedì sera, si è fatto rimontare. In quei casi (Arezzo, Gubbio, Sestri Levante, Spal, Recanatese, Perugia e Rimini) gli avversari necessariamente si proponevano e gli spazi per colpire c’erano. Il problema del gol? Poteva essere vero ad inizio anno quando la squadra creava e non concretizzava. Ma nell’ultimo periodo le occasioni costruite sono davvero poche. Difficile per tutti pensare di poter segnare.
Rebus centrocampo. Ed allora forse l’analisi da fare e da approfondire è proprio sul centrocampo e sulla fase di costruzione della squadra. Zeman fino ad oggi ha utilizzato in totale ben 23 giocatori e soprattutto in mediana le idee sono poco chiare. Non è da Zeman fare tanti esperimenti: quando il boemo trova la quadra gioca una formazione ben delineata, lo dice la sua storia. A centrocampo gli interrogativi sono troppi. Vedendo l’ultima partita verrebbe da dire che l’involuzione di Squizzato è troppo evidente e che la scommessa fatta in estate sembra essere persa. Se si ricorda Squizzato di Perugia o contro il Gubbio allora il discorso cambia. Ma perché questa involuzione? Aloi? Affidabile in tutti ruoli. Per un determinato tipo di calcio è anche un lusso per la categoria. Ma per quello che chiede Zeman? Sulle qualità di Georgi Tunjov nulla da dire. Ma tutte le chiamate in Nazionale non lo hanno ancora fatto integrare al meglio. La sensazione è che non sia la mezzala perfetta per Zeman ma può sopperire con la qualità. Quando si allenerà e giocherà con continuità si potrà dare un giudizio più oggettivo. Luca Mora lunedì scorso è stato il migliore del reparto. Come per Aloi, è un lusso per la categoria ma con altri principi di calcio. Quelli che piacciono invece sono De Marco e Dagasso ma che sono giovani e non vanno caricati di responsabilità.
E Simone Franchini? Unico giocatore per caratteristiche ad avere tanta gamba e corsa in avanti magari per provare a riempire l’area. Ma per Zeman non è ancora pronto. Se dovesse essere una scelta tecnica la domanda è: perché acquistarlo? Se dovesse essere un problema di condizione l’augurio è che possa tornare il prima possibile. Una cosa è certa: ad oggi la squadra non gioca come vorrebbe Zeman. Ma il boemo non ha detto che l’organico ha più qualità dello scorso anno? Se lo pensa davvero ha delle responsabilità, se sono frasi di circostanza il mercato di gennaio deve essere la soluzione al problema. E serviranno giocatori pronti e non più scommesse. Il centravanti? Riparliamone quando la squadra tornerà a produrre gioco e occasioni. Certo, il ricordo di Lescano è ancora fresco e la sua partenza scotta e non poco.
Enrico Giancarli
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