Pescara spuntato: solo un pareggio, il Toro resiste in 9

I biancazzurri non sanno far male ai granata alle corde Nel finale un palo a testa per Memushaj e Belotti
PESCARA. Un pareggio dal sapore amaro per il Pescara. D’altronde se non riesci a battere un avversario che chiude la partita in nove uomini non può essere diversamente. Ai biancazzurri è mancata la forza penetrativa contro un Torino che si è difeso bene, ma che comunque ha barcollato sotto gli assalti della squadra di Oddo. Si tratta del secondo pareggio stagionale per il Pescara costretto di nuovo a rimandare l’appuntamento con la vittoria (sul campo) che in serie A (in casa) manca dal dicembre del 2012. Ha mosso la classifica, ma per come si è messa la partita questi sono due punti lasciati per strada. Di buono c’è che per la prima volta in questa stagione non ha preso gol, un particolare da non sottovalutare per una formazione che ne aveva incassati nove in quattro gare. La tenuta difensiva rappresenta un piccolo mattone su cui costruire un futuro che, però, rischia di essere segnato dalla difficoltà nel fare gol, quantomeno contro quelle squadre che si chiudono e hanno una buona organizzazione nelle retrovie. Il Pescara, con la forza del gioco, avrebbe meritato i tre punti per la mole di gioco prodotta, ma la sua presenza è stata pressoché irrilevante negli ultimi venti metri. Nemmeno l’ingresso di un centravanti di ruolo come Manaj è servito ad aumentare il peso offensivo. Un peccato, perché al termine di un primo tempo equilibrato l’espulsione di Acquah per doppia ammonizione sembrava potesse determinare la svolta. Così è stato solo in parte, nel senso che i biancazzurri hanno sì attaccato, ma non sono andati oltre a un palo di Memushaj (al 35’) e una ghiotta palla gol divorata di testa da Biraghi (al 45’) davanti a Hart, quando ormai il Torino era ridotto in nove per l’espulsione di Vives (33’). Addirittura, i granata hanno sfiorato il colpaccio in mezzo alle due nitide palle gol del Pescara: è accaduto al 38’ quando Belotti (entrato al posto di Boyè) ha calciato in diagonale, provvidenziale la deviazione di Bizzarri con palla terminata sul palo. Partita gradevole, anche se non eccelsa sul piano tecnico. Appuntamento rinviato con i tre punti, nonostante Oddo abbia progressivamente aumentato il potenziale offensivo: prima inserendo Zampano per Fornasier (Biraghi spostato al centro della difesa), poi Manaj (per Cristante) e infine Mitrita (per Benali). Niente da fare, il Pescara è andato a sbattere sul muro alzato da Mihajlovic; non è stato nemmeno fortunato viste le tante mischie in area. E dire che ci ha provato in tutti i modi, allargando il gioco sulle fasce e tirando dalla distanza. Ma la forza penetrativa del Pescara è quella che è. Per dirla alla Oddo «questi siamo e con questi dobbiamo salvarci». Ma i limiti negli ultimi venti metri sono evidenti e la squadra a volte sembra averne preso coscienza. Anche a livello fisico, su un campo allentato dalla pioggia, il riscontro non è stato positivo. I piccoletti biancazzurri hanno incontrato qualche difficoltà al cospetto dei più prestanti granata. Caprari contro la difesa schierata non è stato così brillante e incisivo come nelle ultime gare. A centrocampo non è dispicaiuto Aquilani che comunque ha margini di miglioramento. Nelle retrovie ha svettato l’argentino Campagnaro. Un pareggio dopo tre sconfitte consecutive e all’orizzonte c’è la trasferta del Ferraris contro il Genoa che ieri sera ha fermato sullo 0-0 il Napoli. Tra i rossoblù non ci saranno il portoghese Veloso, squalificato, e l’attaccante Pavoletti, uscito anzitempo per un sospetto stiramento. Sarà un’altra partita, diversa da quella di ieri con più spazi a disposizione.
@roccocoletti1
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