Pescara, tre passi verso la salvezza

29 Aprile 2018

Dimostrazione di forza nello scontro diretto di Terni: netto successo e +4 sulla zona play out

Non solo una dimostrazione di forza, non solo un passo avanti (decisivo) verso la salvezza, ma, soprattutto, il Pescara a Terni ha raccolto i frutti del lavoro di Bepi Pillon. Poco meno di un mese in panchina, il tempo necessario per rivitalizzare una squadra allo sbando e rimetterla in carreggiata. Un passo alla volta fino ad arrivare allo 0-3 del Liberati che non ammette discussioni, tanta roba per essere uno scontro salvezza. Ternana schienata, superiorità netta: sul piano del gioco, atletico e tattico.
Un Pescara con personalità. Soprattutto con un centrocampo in grado di fare il bello e il cattivo tempo: l’inserimento di Machin come mezzala ha agevolato Brugman che finalmente ha avuto la possibilità di duettare con chi ha piedi educati con il supporto di Valzania, tutto corsa e sostanza. Forse, è stata questa la mossa che ha permesso a Pillon di chiudere il cerchio. E nel 4-3-3 del tecnico trevigiano i due esterni hanno dato sempre una mano alla squadra per poi ripartire. In virtù di tutto ciò, anche la difesa ha fatto la sua bella figura, chiudendo la gara senza subire gol, per la prima volta dopo undici partite. Senza diversi titolari e con un Gravillon ripescato dopo tanta naftalina che ha lasciato le briciole ai dirimpettai. Una crescita costante da Palermo - debutto di Pillon - in poi. Ed ecco che al primo dei quattro scontri diretti è venuto fuori uno 0-3 che ha permesso ai biancazzurri di aumentare il vantaggio sulla zona play out a quattro punti ad altrettante giornate dalle fine. E dire che domenica scorsa, prima del successo sullo Spezia, erano terz’ultimi e virtualmente retrocessi. Il lavoro di Pillon sta pagando, perché ora il Pescara è la squadra che tutti vorrebbero: con un’organizzazione di gioco, un’anima, quella personalità che spesso è mancata.
Il vento è cambiato ed è arrivata quella vittoria in trasferta che mancava dal 21 gennaio scorso, a Foggia (gol di Mancuso) alla prima di ritorno. Non c’è stata partita a Terni contro i rossoverdi (10 punti nelle ultime quattro gare) che arrivavano alla sfida dal successo nel derby di Perugia. Il Pescara non ha rischiato nulla e ha giocato un buon calcio grazie al lavoro dei centrocampisti. Cinico e spietato nello sfruttare gli errori della Ternana. Al 24’ è stato Machin (al secondo gol) a sbloccare il risultato raccogliendo sotto porta un errato disimpegno di Paolucci. Al 35’ la traversa scheggiata da Balzano. E, infine, al 43’ lo 0-2 di Mancuso lesto a deviare in rete un pallone deviato da Defendi su incursione di Capone. Il tutto con un Fiorillo inoperoso e con una difesa sempre in anticipo.
La ripresa è stata controllata agevolmente. Con personalità. Il Pescara ha sfiorato in diverse occasioni il terzo gol - vedi il palo di Baez al 28’ - che è arrivato nel finale, al 39’, quando Capone ha infilato Sala su assist di Valzania. Un gol, il sesto, per l’ex atalantino nel giorno del suo 19° compleanno. Un Pescara rigenerato che con le due vittorie di fila ha messo le mani sulla permanenza in serie B. A quattro giornate dalla fine potrebbe bastare una vittoria per certificare la salvezza, magari a partire da martedì sera all’Adriatico-Cornacchia contro il Cesena che ha battuto il Frosinone su rigore. Un altro scontro diretto, certo, ma che i biancazzurri giocheranno senza grossi affanni grazie a una classifica che non mette più ansia come una settimana fa. Con otto squadre alle spalle possono permettersi di cercare il bel gioco, oltre al risultato. Ieri al Liberati - nonostante il gran caldo che ha indotto l’arbitro Nasca a concedere un time out nel primo tempo - l’abbinata è riuscita. Per la gioia dei 360 tifosi al seguito e per quelli davanti al televisore che non credevano ai propri occhi.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA