Pescara, un avvio soft in linea con gli ultimi anni

Sei punti in 5 gare con un calendario duro. Marino e Baroni avevano fatto peggio Altre tre sfide difficili: in casa con il Cagliari e poi le trasferte di Ascoli e Trapani
PESCARA. «La classifica finale non è dettata dal calendario». Poco più di un mese fa Massimo Oddo commentava così i sorteggi del calendario della serie B 2015-16. Per nulla intimorito dal blasone degli avversari delle prime giornate, l’allenatore biancazzurro cercava di incutere sicurezza al gruppo. Guardando le partite è probabile che abbia colto nel segno perché la sua squadra, ad eccezione della trasferta di Vicenza, ha affrontato i duri impegni con il giusto piglio. Quello di Livorno è ingiudicabile a causa delle assenze e dell’espulsione di Fiorillo. Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Daniele Sebastiani: «Inizio difficile», le sue parole all’Aurum, «ma prima o poi bisogna affrontarle tutte. Non bisogna farsi condizionare dai nomi». L’unico preoccupato era Giorgio Repetto. «Avvio durissimo, aveva detto il direttore generale, «ma non ci fasciamo la testa. Certo, avremmo gradito un altro inizio».
Oddo ha ragione quando afferma che il calendario non stabilisce la classifica finale, ma forse un avvio più “morbido” avrebbe portato in dote qualcosa in più rispetto ai 6 punti attuali. Il “periodo di fuoco” proseguirà per altre tre settimane con la sfida casalinga di sabato contro il Cagliari che precede le trasferte consecutive contro Ascoli e Trapani. Dopo di che il cammino sarà, almeno sulla carta, meno insidioso (Pro Vercelli, Novara, Crotone, Ternana e Como le successive avversarie). È pur vero che ormai il Delfino ha abituato i propri tifosi a partenze poco esaltanti. Se si eccettua l’anno della promozione in serie A con Zdenek Zeman, da quando la B è passata a 22 squadre i biancazzurri non sono mai riusciti a vincere più di due partite nelle prime cinque giornate. L’anno della riforma è il 2004. Sulla panchina del Pescara siede Giovanni Simonelli che racimola 2 punti contro Piacenza, Genoa, Albinoleffe, Treviso e Venezia. Il Delfino chiude il torneo al terzultimo posto, ma viene ripescato. Nel 2005-06 il ruolino di Maurizio Sarri è soddisfacente: 7 punti in 5 gare contro Torino, Bologna, Vicenza, Ternana e Cremonese. Pur non avendo una rosa competitiva, l’attuale tecnico del Napoli raggiunge una tranquilla salvezza. Nel 2006-07 il rendimento iniziale con Davide Ballardini è disastroso: 2 punti in 5 giornate. I cambi in panchina (Aldo Ammazzalorso, poi Luigi De Rosa e Vincenzo Vivarini) non evitano la retrocessione. Tre anni dopo il Pescara torna in B con Eusebio Di Francesco che parte a fari spenti (3 punti in 5 partite), ma alla fine sfiora i play off. Nel 2011-12 c’è Zdenek Zeman che colleziona 9 punti (3 vittorie e 2 sconfitte) contro Verona, Empoli, Modena, Crotone e Reggina chiudendo al primo posto a quota 83. Nel 2013-14 Pasquale Marino raccoglie 5 punti contro Juve Stabia, Trapani, Crotone, Varese e Bari. Ancora più scarno (3 punti) il bottino di Marco Baroni dell'anno scorso. Con 3 pareggi e 2 sconfitte contro Trapani Ternana, Cittadella, Latina e Bologna la squadra occupa gli ultimi posti, ma pian piano risale. Comunque, in serie B chi ben comincia non è a metà dell’opera. Le 42 sfide (spareggi esclusi) in programma sono troppe per tracciare ora un orizzonte attendibile. Certo è che nel battesimo della nuova stagione, oltre ai peccati di gioventù (vedi Torreira), sarebbe stato meglio evitare scontri così severi e ravvicinati.
Giovanni Tontodonati
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