Pescara zemaniano? Adesso è un’utopia

Il tecnico con ironia ammette le difficoltà nel trasferire le sue idee
PESCARA. Stamattina alle 11,30 il Pescara parte in treno in direzione Milano per poi spostarsi in ritiro a Bergamo, dove domani affronterà l’Atalanta dell’ex biancazzurro Gian Piero Gasperini. Per questo motivo la conferenza stampa prepartita di Zdenek Zeman è stata anticipata a ieri pomeriggio. La sconfitta contro l’Udinese ha complicato ulteriormente i piani del boemo che si augura di vedere un Pescara diverso dalle precedenti esibizioni. E dalle sue parole emergono in maniera chiara tutte le difficoltà che sta incontrando nel processo di “zemanizzazio-ne” della squadra, a cominciare dalla retroguardia. «Vorrei tenere la difesa più alta», spiega il 69enne di Praga, «ma loro non sono giocatori giovani di primo pelo. Preferiscono non rischiare convinti che restando qualche metro più indietro riescono a difendere meglio. Non sanno che tenere gli attaccanti avversari all’interno della nostra area aumenta la possibilità di incassare reti. Tutta colpa dell’abitudine, giocano così da quindici anni ed è difficile cambiare, anche se continuerò a provarci augurandomi che capiscano».
La spietata analisi coinvolge anche il centrocampo e l’attacco. In questo caso il tecnico evidenzia qualche progresso nell’esecuzione dei movimenti, ma non nello sviluppo e nella conclusione della manovra.
«Cerco di semplificare i concetti, invece i ragazzi preferiscono fare le cose più difficili», riferendosi all’incapacità di verticalizzare subito il gioco. «È vero che domenica abbiamo tirato molto di più dell’Udinese, ma si trattava di tentativi improvvisati e non preparati. L’impegno c’è, però bisogna fare di più sul piano tattico».
Dopo i primi approcci, il tecnico boemo si aspetta un cambiamento radicale del modo di stare in campo di Bahebeck, provato in posizione di esterno sinistro del tridente. «Diciamo che sembrava un guardalinee, gli mancava solo la bandierina. Lui dice che può fare sia l’esterno che la punta centrale, a mio giudizio deve giocare sulla fascia, però deve muoversi. Potenzialmente è un buon giocatore, speriamo che non si faccia più male. Bahebeck ha detto che vorrebbe giocare dieci o quiondici minuti? Evidentemente si accontenta di poco».
Due imprevisti durante l’allenamento con Mitrita e Memushaj che si sono fermati. «Mitrita ha avuto un problema alla coscia destra, mi auguro che sia soltanto un leggero affaticamento muscolare. Memushaj voleva allenarsi, ma gli ho detto di non rischiare». A centrocampo Muntari sostituirà lo squalificato Bruno. «È un calciatore di grande esperienza. Ha vinto il Triplete, perciò ha i mezzi per trascinare il gruppo ed essere un leader. Ha qualche limite tecnico, ma in campo sa cosa fare».
L’Atalanta vuole riscattare il ko (1-7) contro l’Inter. «I nerazzurri avranno grandi motivazioni. Vorranno mettersi alle spalle l’incidente di percorso e ripartire, visto che giocano per raggiungere l’Europa League. Ma le nostre motivazioni dovranno essere doppie rispetto alle loro. Sono convinto che la salvezza valga molto di più della conquista di un posto in una competizione europea, dove peraltro si sa che non hai speranze di arrivare fino in fondo. Atalanta società modello? Ha sempre avuto un settore giovanile straordinario, magari negli anni passati in prima squadra non c’erano allenatori che puntavano molto sui giovani, invece con Gasperini hanno rischiato indovinando la scelta». Nessun dubbio sull’avversario da temere. «Ovviamente Gomez, per me fa la differenza».
Dopo la trasferta di Bergamo, altre nove partite per cercare di salvare la faccia. Dieci punti di distanza dall’Empoli, quart’ultimo in classifica, sono un’enormità, anche se Zeman non ha alcuna voglia di arrendersi. Intanto, il boemo prosegue il suo lavoro di selezione in vista del prossimo campionato. Al momento, vedere un Pescara zemaniano sembra pura utopia.
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