Pesoli avvocato difensore: dateci tempo e voleremo

26 Settembre 2014

«Sannino è il mio padre calcistico. A Catania sarà dura, ma sono fiducioso»

PESCARA. Ripartire da quanto di buono visto contro il Latina, sapendo però che non sarà sufficiente per invertire la rotta. Il Pescara si lecca le ferita, ma non demorde. Bisogna limitare le ingenuità che finora sono costate almeno quattro punti. Domenica a Catania i biancazzurri se la vedranno con una delle favorite per la vittoria finale. Anche gli etnei (3 punti come il Pescara) sono in difficoltà.

Marco Baroni studia le mosse da per contrastare un attacco micidiale: Calaiò, Rosina, Cani e Castro possono fare male a tutti, figuriamoci ad una difesa traballante come quella pescarese. Ed ecco che la priorità resta quella di assestarla, facendo leva sulla concentrazione e su una maggiore cattiveria nelle marcature. Eppure la fase difensiva contro il Latina non è stata malvagia, però l’errore di lettura commesso da Dario Zuparic è costato il gol del pari. In precedenza, invece, sul banco degli imputati era finito Emanuele Pesoli. L’ex difensore del Carpi accetta le critiche e promette un immediato riscatto. «Stiamo lavorando molto», afferma il calciatore di Anagni, «per rendere più affidabile la retroguardia. Ci sono tanti giocatori nuovi, serve un po’ di pazienza. Purtroppo in queste prime gare abbiamo commesso gravi ingenuità, io in primis, soprattutto a Terni e a Cittadella. L’importante è non mollare e lavorare con maggiore rabbia. A 34 anni, quando sbaglio non dormo e dopo la partita di Terni ho trascorso una notte insonne. Non sarò Cannavaro, ma errori di quel genere li commetto di rado».

Dunque, domenica in Sicilia sarà vietato distrarsi. «Dobbiamo blindare la difesa e valorizzare il nostro reparto offensivo che ha enormi potenzialità. Sento parlare di ultima spiaggia o frasi di questo tipo. Non scherziamo, siamo solo alle battute iniziali. Non siamo mica allo sbando, dobbiamo migliorare, ma la strada è quella giusta».

Domenica ritroverà il suo mentore: il tecnico etneo Beppe Sannino. «Affronteremo una corazzata guidata da un grande allenatore. Sannino è il mio padre calcistico, lo ebbi a Varese nella stagione 2010-2011. In quella squadra quasi tutti erano esordienti in B: inesperti, ma con una grande voglia di emergere. Perdemmo la semifinale play off contro il Padova e in seguito Sannino mi portò a Siena facendomi debuttare in serie A. Ci sentiamo spesso, a gennaio potevo andare al Watford, però l’affare non si fece. Lui è un sanguigno, mi auguro che non abbia ancora avuto il tempo di trasmettere il suo carattere al gruppo». Pesoli mette in guardia i suoi compagni di reparto. «Occhio a Calaiò, mio ex compagno a Siena: è un grande attaccante. Anche Edgar Cani, che ho conosciuto a Carpi, è bravo». Il Pescara alterna momenti di calcio brillante ad altri in cui mostra evidenti difficoltà. «È vero, anche se in questa fase la buona sorte ci sta voltando le spalle. Penso ancora all’occasione di Politano che contro il Latina avrebbe meritato il gol. Finora abbiamo quasi sempre giocato bene, le prestazioni ci rassicurano. Ci manca una vittoria per essere più tranquilli. Forse conviene essere un po’ più bruttini, ma portare a casa il risultato». In Sicilia saranno di nuovo assenti Salamon e quasi sicuramente Maniero che si è allenato a parte. Il polacco, invece, dovrà stare lontano dai campi per altri dieci giorni. Gli ulteriori controlli a cui si è sottoposto hanno evidenziato che la distrazione muscolare è più grave del previsto. Dunque, in difesa Baroni dovrebbe confermare la coppia formata da Pesoli e Zuparic, a centrocampo il trio formato da Nielsen, Guana e Bjarnason, mentre in avanti c’è un dubbio sulla terza maglia da assegnare. Con Politano e Melchiorri punti fermi, per il ruolo di esterno sinistro offensivo si giocheranno il posto Caprari, Pasquato e Lazzari.

Giovanni Tontodonati

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