Più maturo e concreto, salto di qualità del Pescara

Secondo successo consecutivo e quarto posto in classifica per i biancazzurri
PESCARA. L’arte di saper aspettare. Attendere l’errore dell’Avellino e punirlo, mettendo in discesa una partita rognosa. E’ stata questa la chiave della seconda vittoria consecutiva del Pescara, tre punti che gli permettono di salire al quarto posto in classifica, scavalcando il Cesena (oggi a Vicenza), in attesa delle altre partite della 14ª giornata del campionato di serie B. Un Pescara più concreto e meno bello del solito, ma terribilmente pratico. Quello che serve per spuntarla contro una delle formazioni più in forma della B che, non a caso, non ha mai mollato.
Una prestazione, quella dei biancazzurri, sulla falsa linea di quella vinta a Como, domenica scorsa. Ma questa volta il successo è frutto di una buona prova del collettivo, non degli acuti dei singoli (al Sinigaglia quelli di Lapadula e di Fiorillo). Il Pescara ha saputo soffrire e colpire al momento opportuno. Il difficile è stato sbloccare il risultato al cospetto di un Avellino annunciato in salute (tre vittorie nelle ultime quattro gare) che ha confermato di essere una squadra molto fisica e ruvida. Per mezzora ha neutralizzato i biancazzurri complice un arbitro, Ros di Pordenone, sin troppo tollerante. Poi, al primo errore è caduto. Il braccio alto di Chiosa che ha deviato il cross di Crescenzi non è sfuggito al direttore di gara. E dal dischetto il capitano Ledian Memushaj (alla quarta rete) ha spiazzato Frattali. A quel punto la partita si è messa bene per il Pescara che ha lasciato la sciabola per impugnare il fioretto che gli è più congeniale per caratteristiche tecniche.
Il raddoppio di Valerio Verre è stata la logica conseguenza di una superiorità evidente sul piano della linearità del gioco. Diagonale bello e preciso quello del centrocampista dell’Under 21, al 7’ della ripresa. Raddoppio e partita che sembrava ormai indirizzata. Ma i biancazzurri non avevano fatto i conti con la loro bestia nera. Si chiama Antonio Zito, il laterale sinistro che era già stato decisivo nella passata stagione nella vittoria in rimonta degli irpini al Partenio-Lombardi. Tesser, dopo il 2-0, ha mandato in campo prima Insigne junior (il fratello minore dell’attaccante del Napoli) e poi Zito. Che, al 17’, ha punito una disattenzione difensiva con un diagonale preciso che ha rimesso in partita i biancoverdi. E così gli irpini per la settima volta in campionato sono andati a segno con un giocatore subentrato in corsa. Poco male, perché il Pescara non ha affatto tremato. Non è andato nel panico. E alla prima occasione ha chiuso definitivamente la partita. L’ha fatto al 33’ con una prodezza di Gianluca Caprari, un destro da fermo dal limite dell’area con palla in rete e il portiere irpino Frattali fermo a bocca aperta, così come tutto lo stadio. Roba da categoria superiore, la conferma che questa è la stagione del definitivo salto di qualità per l’ex giallorosso salito a quota cinque nella classifica cannonieri. E’ stato il colpo del ko per l’Avellino che ha rischiato di capitolare di nuovo, al 37’, quando Frattali si è salvato in angolo sul diagonale di Lapadula. La rete del 3-2 dell’attaccante belga Mokulu, al 45’, è servita solo alle statistiche. Anche perché nei sette minuti di recupero i biancazzurri non hanno mai permesso agli avversari di entrare in area.
Successo meritato – anche se restano alcune amnesie difensive – con quella maturità di squadra che due settimane fa era mancata nella sfida persa in casa contro la Ternana. Il Pescara ha avuto il merito di reggere l’urto fisico dell’Avellino e poi alla lunga di far valere il maggior tasso tecnico. Ha sfruttato anche i numeri dei singoli, quelli di Verre e di Caprari. Vittoria di misura nel risultato, ma netta nella sostanza di una partita che non ha annoiato i quasi ottomila dell’Adriatico-Cornacchia. Altri tre punti nel carniere e la zona serie A si trova ad appena una lunghezza. La squadra di Oddo ha confermato di valere le posizioni di vertice. Venerdì sera appuntamento al Manuzzi di Cesena per un altro anticipo, un vero e proprio esame di laurea per i biancazzurri.
@roccocoletti1
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