Pierich, il “nonno” degli Sharks

26 Ottobre 2019

A 38 anni il capitano è ancora determinante: «Domani andremo a Verona senza nessuna paura»

ROSETO . Trasferta difficile domani per la Sapori Veri Roseto, che va dalla capolista Verona, l’unica di tutta l’A2 a punteggio pieno. Non che il bottino dei biancazzurri sia tanto lontano, visto che le due vittorie hanno avuto un effetto euforizzante in tutto l’ambiente, che si sta godendo le gesta dei giovani Squali. A tirar le fila in campo di tanta gioventù, c’è il capitano Simone Pierich, una leadership intoccabile che si sta confermando anche guida preziosa per i giocatori all'esordio. «Classifica ottima, ma è troppo presto per fare calcoli. Di certo il fatto di conoscerci già ci sta aiutando a trovare in fretta alcuni punti di riferimento in campo. E poi paga anche l’aver iniziato prima di tutti il precampionato estivo». Anche dal punto di vista personale, l’avvio del capitano è stato molto buono: tra gli over 35 italiani è quello che segna più di tutti: «Sono contento, ma anche per me vale lo stesso discorso: ho un anno di esperienza con gli Sharks, per cui so meglio cosa posso e devo fare per aiutare la squadra». Pierich a 38 anni è, dopo Guarino di Napoli che ne ha 40 (ma gioca meno della metà), il più longevo dell’A2: ma a ben guardare nel tennis Federer vince a 38 anni, senza dimenticare certi quarantenni come quel Luis Scola oggi a Milano che con l’Argentina ha vinto un argento agli ultimi mondiali, o quel Valentino Rossi che non si arrende mai: forse bisogna prender atto che certe carriere si allungano. Ne è convinto Pierich: «Negli ultimi 20 anni è cambiato il metodo di lavoro e questo incide molto: per me se uno sta bene fisicamente, è giusto che vada avanti». Guardando a domani, il capitano biancazzurro parla di Verona, che l’altro ieri ha visto fermarsi ben tre giocatori, Udom (caviglia), Poletti (ginocchio) e Love (problema all'anca): le loro condizioni saranno verificate oggi: «C’è poco da preoccuparsi quando si affrontano i più forti. Sono una squadra completa, con tanto talento e una presenza fisica che in certe situazioni potrebbe essere più grossa della nostra. Andremo sfacciati a fare la nostra pallacanestro, per giocare contro quelli che i nostri giovani devono sognare di diventare». Ci sarà la guardia Ciribeni: «Il suo entusiasmo ci farà solo bene», chiosa Pierich strizzando l’occhio. Il segnale che la voglia di provarci insomma c’è.
Marco Rapone
©RIPRODUZIONE RISERVATA.