Pierich: io parafulmine di un Roseto in risalita
L’ala degli Sharks: «Mercoledì sera a Forlì abbiamo festeggiato alla grande, bisogna mettere la stessa mentalità domenica contro Cento al PalaMaggetti»
ROSETO. La vittoria di mercoledì sera a Forlì, al di là della quasi tripla doppia di Sherrod, e dell’ottima prestazione di Akele, ha il volto di uno che a Forlì ci vive, ma che per fortuna dei rosetani gioca con gli Sharks: Simone Pierich, ala di 37 anni. Fresco capitano, ha giocato una partita di grande sostanza sia in difesa, dirigendo i suoi giovani compagni di squadra, sia in attacco dove nei primi minuti del supplementare ha segnato quei punti pesanti che hanno dato il là alla vittoria in trasferta.
Pierich, a Forlì vi siete fatti un bel regalo.
«Una vittoria preziosa contro una squadra che appena supererà questo momentaccio tornerà nei primi posti».
Per lei regalo doppio.
«Sono contento ovviamente anche per la mia prestazione: ci tenevo a far bene in quel palazzetto, davanti a qualcuno che mi ha criticato, ma anche davanti a tanti amici che conoscono il mio valore e mi vogliono bene».
I festeggiamenti negli spogliatoi?
«A fine partita ero rimasto a salutare un po’ di persone, e quando sono rientrato ho trovato un delirio, c’era acqua dappertutto. E’ bello veder questi ragazzi festeggiare, perché è come vedere esplodere una bomba di felicità, che fa svanire tutta la tensione precedente».
In gara la sua presenza si fa sentire anche per l’autorevolezza della sua leadership.
«Mi piace essere il parafulmine della squadra, che tranquillizza i compagni nei momenti critici e magari va a parlare con l’arbitro quando ce n’è bisogno».
Nel suo ruolo Akele sta sfornando prestazioni incredibili: non ha paura di giocare poco?
«Nessun problema, giochiamo già insieme, ma è importante che lui continui ad usare bene la testa».
La forbice del miglioramento della vostra squadra è molto ampia, visto il gran numero di esordienti, soprattutto in difesa.
«È dove siamo migliorati di più. Adesso andiamo in attacco più tranquilli, convinti che la nostra difesa ci regalerà altri palloni da giocare».
In attacco invece i ragazzi sembrano ancora un po’ troppo vicini nelle spaziature, quasi a non rendersi bene conto delle loro capacità atletiche.
«Infatti, potrebbero anticipare ancora di più i loro movimenti in attacco, si prenderebbero un bel vantaggio in ogni azione. Possono osare di più».
Oggi tornerete a Roseto per preparare il match di domenica con Piacenza.
«Dopo esserci regalati l’ultima vittoria sappiamo che abbiamo davanti uno scontro diretto da vincere a tutti i costi. Dovremo giocare con la stessa mentalità della gara vinta con Cento, aggressivi alla morte lavorandoli ai fianchi dal primo minuto».
Dica la verità, questa stagione con i giovani Squali la sta divertendo?
«Mi mantiene giovane, facendomi venire tanta voglia di continuare a giocare».
Ma l’anno prossimo potrebbe rifare da chioccia agli squaletti?
«Perché no?». Nel frattempo, meglio pensare alla corsa per la salvezza.
Marco Rapone
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