Pillon si gode la vetta: «Gran Pescara per 45’»

«Ma non dovevamo subire il gol dell’1-2, bisogna gestire meglio le partite»
PESCARA. Vincenti. Basta guardarli. I biancazzurri l’avevano vinta, poi si sono illusi e hanno iniziato a giochicchiare. Dal doppio vantaggio alla beffa il passo è stato breve. Ma il Pescara “bello di notte” (10 punti in 4 gare) non ha tradito le aspettative. Dopo il 2-2 del “terrore” è riuscito a tornare in testa alla classifica grazie alla doppia fucilata di Nando Del Sole. «Sono felice per lui», sorride Bepi Pillon che dopo il primo gol del suo attaccante si è fatto 50 metri tutti di corsa per abbracciarlo. «Nando ha queste giocate, anche a Cosenza l’avevo lanciato dentro e mi aveva dato risposte positive. Ha fatto un percorso giusto e non bisogna aver fretta perché è un ragazzo giovane e va costruito con il tempo perché ha grandi mezzi».
Il Lecce è la seconda squadra più prolifica in trasferta (8 punti lontano dal Salento) e ieri all’Adriatico ha rischiato di rovinare la serata al Delfino. «Abbiamo giocato un primo tempo di altissimo livello e meritatamente siamo andati in vantaggio», racconta Pillon, ancora un po’ provato dopo l’altalena di emozioni. «Il loro primo gol ci ha creato problemi a livello psicologico. Abbiamo sofferto la loro fisicità, i loro traversoni e ci siamo innervositi. Sui cross abbiamo accusato qualche difficoltà. Dobbiamo essere più bravi a gestire la partita in certe situazioni particolari. Se pensiamo a difenderci non ci riusciamo e questo non ci permette di fare bene».
L’allenatore del Pescara alla fine, però, ha alzato le braccia al cielo. «Quando ho visto la palla entrare», parlando del primo gol di Del Sole, «non ci ho capito più niente. E’ stata una bella partita tra due squadre che hanno espresso un bel calcio e noi abbiamo meritato di vincere».
La vittoria, però, il tecnico di Preganziol non ha potuto festeggiarla al triplice fischio. «Sono stato allontanato dalla panchina perché ho detto al quarto uomo che c’era un fallo per noi e lui mi ha detto che ero andato fuori dall’area tecnica e mi ha mandato via».
Prossima fermata a Palermo, allo stadio Barbera, per uno scontro diretto delicatissimo. «Siamo primi, d’accordo, ma non dobbiamo guardare la classifica, ma essere sbarazzini e giocare senza pensieri. Come abbiamo fatto nel primo tempo contro il Lecce».
I cambi di Pillon funzionano. Dopo Crecco che aveva salvato i biancazzurri dal ko di Cosenza, ieri è toccato allo scugnizzo Del Sole regalare la gioia ai quasi 9mila dell’Adriatico. «Abbiamo bisogno di tutti e tutti si devono sentire importanti». Gode Pillon, gode tanto per la centesima vittoria in serie B. La prima vittoria cadetta del tecnico del biancazzurro risale al 18 ottobre 1997, Perugia-Padova 1-3. «E passato tanto tempo», sorride, prima di andare via e prendersi complimenti del presidente Sebastiani. «Sono contento per Del Sole», racconta il massimo dirigente biancazzurro. «Prima della partita ho parlato con Del Sole e gli ho detto di stare tranquillo perché sarebbe arrivato il suo momento», dice il patron. «Ho visto un gran primo tempo, siamo andati avanti con merito. Poi, però, ci siamo un po’ addormentati e alla fine i due gol di Del Sole ci hanno regalato una vittoria importante. Pronti per la A? No, la squadra deve rimanere concentrata». Di umore diverso il tecnico salentino Fabio Liverani. «Il Pescara è partito molto forte», il pensiero dell’ex centrocampista di Lazio e Perugia. «Abbiamo concesso due gol evitabili. Potevamo andare in difficoltà, invece la squadra ha reagito e non ha smesso di lottare. In dieci e poi in nove abbiamo tenuto botta, fino alla magia di Del Sole. L’arbitraggio? Non è stato equo, la seconda espulsione era inesistente. Vorrei rivedere lo schiaffo di Campagnaro a La Mantia. L’argentino era già stato ammonito, ma Di Paolo non ha adottato lo stesso metro di giudizio».
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