Pillon vuole entusiasmo: «C’è troppa tensione»

Il tecnico: «L’anno scorso avrei accettato un’atmosfera simile, ora no»
PESCARA. Acque agitate in riva all’Adriatico. Al Pescara non bastano 48 punti in classifica e il quinto posto in coabitazione con il blasonato Verona per vivere giorni sereni. Le critiche del presidente Sebastiani a Pillon hanno lasciato il segno e nell’aria si avverta un clima di forte tensione. Eppure, la salvezza è stata raggiunta da un pezzo e il Delfino si era tuffato sul nuovo obiettivo (i play off) con la mente apparentemente libera. Al momento, la distanza dallo Spezia che occupa il nono posto (primo escluso dagli spareggi promozione) è di 5 punti, ma i liguri hanno giocato una gara in meno rispetto ai biancazzurri.
Per conservare un margine rassicurante è necessario fare risultato stasera (ore 21) contro il Perugia. Una missione resa più complicata dalle condizioni precarie di Brugman (sul suo impiego si decide in extremis), dal forfait di Gravillon e dallo stop di Kanouté, che però è convocato.
Clima incandescente. In settimana c’è stato un confronto tra il tecnico, il dirigente Giorgio Repetto e la squadra. «Come è successo tante altre volte», spiega l’allenatore, «abbiamo parlato toccando vari argomenti nella speranza di superare questo periodo non esaltante. I ragazzi hanno sempre reagito nei momenti di difficoltà e sono convinto che tutti daranno l’anima per centrare i play off. Ci mancano altri sei punti, poi saremo dentro». L’aria è diventata pesante. «C’è tensione, inutile nascondersi dietro a un dito, ma secondo me è sbagliato drammatizzare. Dobbiamo isolarci dalle pressione e concentrarci solo sul lavoro. L’anno scorso, di questi tempi, eravamo in zona retrocessione, e un’atmosfera di tensione era comprensibile, ma ora no. Non so darmi una spiegazione a questa negatività. Certo, ultimamente non siamo brillanti, però occupiamo sempre un’ottima posizione in classifica».
Addirittura, non è escluso che Pillon venga messo in discussione in caso di passo falso con il Perugia. «Conosco le dinamiche del calcio», commenta il tecnico con diplomazia, «l’allenatore è sempre il primo responsabile quando le cose non vanno. Il mio compito è risolvere i problemi, non crearli, quindi non sono io a dover dire se è giusto o meno ragionare sulla mia posizione. Dico solo che lavorerò al massimo per portare in alto il Pescara, che viene prima di tutto e tutti. Sono fiducioso perché ho a disposizione uomini che hanno carattere e determinazione da vendere. La squadra è con me? L’ho sentita sempre al mio fianco. È normale che chi gioca poco non sia contento, sono stato calciatore anch’io, però sul piano dell’impegno sono sempre stati impeccabili».
L’avversario. Il Perugia ha vinto quattro delle ultime cinque gare in trasferta. Pillon non si fida, e fa bene. «Ha una mentalità offensiva e gioca un buon calcio, faccio i complimenti a Nesta. Nel Perugia ci sono calciatori forti e giovani interessanti. Verre? Spacca le partite, bisogna fare attenzione perché è bravo nel tiro e negli inserimenti».
Le scelte. Il dubbio riguarda la presenza di Brugman. «Oggi (ieri, ndr), dopo otto giorni, ha lavorato un po’ con il gruppo. Vediamo cosa dicono i medici, scelgo in base alle loro indicazioni». Un interrogativo anche sul sistema di gioco. «Escludo la difesa a tre, giochiamo con il 4-3-3 o col 4-3-1-2. Al di là dei numeri, conta l’atteggiamento e non voglio rivedere quello del primo tempo di Ascoli. Eravamo aggressivi, corti e compatti, invece nella ripresa abbiamo abbassato i ritmi. Qualche elemento è calato, forse anche per colpa del caldo, ma non può essere un alibi. Il problema principale è stato che ci siamo allungati. E non deve succedere, nemmeno quando si sente la stanchezza». Probabile la conferma del 4-3-3. In difesa, Perrotta e Scognamiglio in mezzo, Del Grosso a sinistra e uno tra Balzano e Ciofani a destra. In attacco Sottil, Marras e Mancuso. Oltre a Gravillon, sono out Campagnaro, Melegoni e Del Sole. Bettella, invece, recupera ed è convocato insieme al baby della Primavera Camilleri.
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