Pillon vuole il primo blitz e conferma Monachello

Il Delfino capolista va a caccia del colpo esterno che manca da sei mesi
PESCARA. Centrare il primo successo in trasferta per difendere la vetta. Stasera (ore 21) il Pescara è di scena allo stadio Picco di La Spezia nell’anticipo dell’ottava giornata. I biancazzurri sono ancora imbattuti, ma lontano dall’Adriatico hanno raccolto soltanto 3 punti in tre partite. «Ci manca il colpo fuori casa, ce l’abbiamo in canna e dobbiamo spararlo», ha detto Bepi Pillon parlando del match contro l’undici di Pasquale Marino (terzo in graduatoria a -3 dal Delfino) che sogna l’aggancio. I tecnici conoscono bene le due piazze.
Pillon, quando era calciatore, ha vestito la maglia degli aquilotti per tre stagioni, mentre Marino ha allenato il Pescara nel campionato di B 2013-14 venendo sostituito da Serse Cosmi nel girone di ritorno. La capolista non vince in trasferta da quasi sei mesi. L’ultimo acuto risale allo scorso 28 aprile: 3-0 al Liberati di Terni. In realtà, dopo quel blitz, la squadra ha disputato solo altri cinque incontri fuori casa totalizzando altrettanti pareggi. Sul rendimento esterno del torneo in corso pesano invece i due punti buttati via a Padova, mentre i pari di Cremona e Brescia sono stati uno specchio fedele di quello che si è visto in campo. Pillon ha parlato di esame di maturità.
Lo Spezia, infatti, ha vinto tutte e tre le gare giocate davanti al proprio pubblico e Marino spera di allungare la striscia positiva. È la terza sfida tra i due allenatori e il bilancio è in parità. Nel 2005, al timone del Treviso, Pillon vinse in trasferta (1-0) contro l’Arezzo di Marino, che alla guida dell’Udinese si prese la rivincita quattro anni più tardi battendo (2-0) la Reggina di Pillon al Granillo.
Incroci e ritorni da ex. Il tecnico di Marsala si trova di fronte un suo allievo: Gaston Brugman. Qualche settimana fa, ospite della redazione del Centro, il capitano del Pescara ha rivolto parole dolci al suo vecchio mentore. «Marino è l’allenatore con cui mi sono trovato meglio», ha detto Brugman, «nel 2013, eravamo all’inizio del ritiro, e mi disse che non rientravo nei piani. Poi aggiunse che avrebbe potuto cambiare idea se avessi dimostrato il mio valore. Con lui ho iniziato a fare il playmaker e poi sono diventato un punto fermo. Ho un ottimo ricordo del mister: ha mantenuto la parola e non lo dimenticherò mai».
Brugman tornava dal prestito al Grosseto e Marino gli consigliò di trovarsi una squadra per giocare con continuità. L’uruguaiano era la terza scelta dopo Viviani e Rizzo, ma durante il ritiro riuscì a scalare le gerarchie diventando un intoccabile del centrocampo accanto a Zuparic che aveva compiti di copertura.
Partita speciale anche per Ledian Memushaj che, dopo essere arrivato in Italia dall’Albania nel 1995, ha vissuto per 15 anni a La Spezia ed cresciuto calcisticamente tra Canaletto, Arsenalspezia e Sarzanese. Il padre lo portava allo stadio Picco e nella città ligure ha ancora tanti amici e alcuni parenti. Infine, ritorno da ex per i genovesi Vincenzo Fiorillo e Manuel Marras.
Il portiere ha indossato la maglia degli Aquilotti da gennaio a giugno del 2011. Fiorillo ha voglia di riscatto dopo la debacle del Delfino del 25 novembre 2017: al Picco finì 4-0 per i padroni di casa. Marras, invece, arrivò nelle giovanili spezzine dal Genoa e debuttò in serie C nel 2011 a 18 anni contro il Sudtirol.
Le scelte. Pillon dovrebbe confermare la formazione che ha battuto il Benevento. Fiorillo tra i pali, difesa con Balzano, Gravillon, Campagnaro e Del Grosso.
A centrocampo Memushaj, Brugman e Machìn, in attacco Marras, Monachello e Mancuso.
Tra i convocati figura anche il 18enne pennese Alessandro Faggioli, seconda punta o esterno offensivo della Primavera, tesserato dal Pescara nel 2017 e reduce da una stagione in prestito al Teramo.(t.g.)
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