Pineto solido e sostenibile: meno di due milioni per volare

Il club biancazzurro ha il monte ingaggi tra i più bassi del girone, ma lotta per i primi posti. Il direttore sportivo Di Giuseppe: «È una politica vincente». Alle porte la sfida di Perugia. (nella foto, il ds pinetese Marcello Di Giuseppe e il patron del club Silvio Brocco)
La Lega Pro ha diffuso i dati sui contratti depositati al termine del mercato di gennaio e stilato una classifica relativa al monte ingaggi delle società. Nel girone B il Pineto, con 1.998.750 euro, risulta essere tra le realtà che, in relazione a quanto investito, sta facendo meglio. «Nel nostro girone – racconta il ds Marcello Di Giuseppe - ci sono piazze che comportano un investimento maggiore e altre che fanno un discorso più sostenibile. È chiaro che dentro quei costi bisogna inserire anche i numeri relativi alla valorizzazione dei giovani, al minutaggio e agli introiti in attivo. Siamo una squadra parsimoniosa, ma più per scelta che per necessità. Noi abbiamo deciso di sposare un progetto, lo abbiamo pianificato con la proprietà e non ci spaventiamo a portarlo avanti». Il dato che emerge è che “il miracolo” Pineto è un modello sostenibile e questo può essere fondamentale anche in ottica futura. «La sostenibilità – continua il ds - dovrebbe riguardare il mondo del calcio a qualsiasi livello. Quando ti ritrovi con società del calibro del Barcellona che hanno avuto il mercato chiuso per problemi economici, capisci che un progetto di qualsiasi tipo non può più prescindere dalla sostenibilità. Il Pineto deve puntare a fare bene: cercare di dare continuità al futuro di una società, piccola come cittadina, ma che non si deve precludere nulla. Non dobbiamo vincere la Champions, ma toglierci delle soddisfazioni come in questi tre anni siamo riusciti a fare. Il sogno sarebbe poter vincere il campionato o riuscire a fare un miracolo. Ma, anche nei miracoli, bisogna essere pronti: nel calcio moderno devi programmare anche l'eventuale salto di categoria perché, seppure vinci sul campo, puoi perdere in altro modo nel momento in cui non sei pronto ad affrontare un'avventura diversa da quella precedente. Io penso che il Pineto possa continuare a far bene credendo in quello che sta facendo e lavorando sulla patrimonializzazione di giocatori di proprietà».
Una politica, quella sposata dalla società adriatica, che potrebbe anche portare a ridurre ulteriormente il monte ingaggi, ma non a discapito dei risultati. «A me non è stato chiesto nulla e ringrazio la proprietà, che sugli investimenti si è sempre dimostrata lungimirante anche per quanto riguarda le infrastrutture. Per me si può spendere ancora qualcosina meno tenendo alto il livello dei risultati, ma non è facile e bisogna essere bravi a mantenere un equilibrio».
Nelle prime cinque posizioni di questa classifica c'è il Perugia, prossimo avversario del Pineto, che è in difficoltà nonostante gli investimenti. Domani (ore 17.30)a Perugia in palio punti pesanti: «La motivazione farà la differenza. Ci aspettiamo una partita decisa dagli episodi. Dobbiamo essere bravi a mettere mentalmente da parte l'ultimo mese e concentrarci su una partita complicata, ma che non mette assolutamente in discussione l'operato di Ivan Tisci che riteniamo abbia fatto un ottimo lavoro e lo dimostra il fatto che la squadra, anche negli errori, ha sempre denotato grande identità, voglia e competitività. Perugia è una piazza che può fare da stimolo e può essere la gara ideale per ripartire».
Roberta Di Sante
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