Pioli: «Mai parlato di scudetto»

Il tecnico verso la conferma: «Il Milan è da Champions». D’Aversa: «Credo nella salvezza del Parma»
MILANO. Lo scudetto è un sogno ormai sfumato per il Milan che sa di non poter più sbagliare se vuole centrare il vero obiettivo chiesto dal club rossonero: il ritorno in Champions League. Gli undici punti di distacco dai cugini nerazzurri sono un gap ormai irrecuperabile. E con sole nove partite da giocare, 27 punti in palio, il Milan deve soprattutto guardarsi alle spalle. «Se manteniamo la media punti fatta finora», spiega Stefano Pioli, «chiuderemmo la stagione a 80 punti e arriveremmo tra le prime quattro. Non abbiamo mai parlato di scudetto, lo avete fatto voi giornalisti. Noi siamo concentrati sul campo. Le parole se le portano il vento». Per alcuni è sembrata un'inversione di marcia, ma anche a febbraio quando il Milan era saldamente in testa alla classifica, Pioli sapeva che il titolo sarebbe stata un'impresa quasi impossibile. È rimasto con i piedi ancorati a terra ma col sorriso coinvolgente. Ibrahimovic e compagni, invece, ci hanno creduto davvero. Ora però il Milan deve essere concreto e tornare subito alla vittoria. Oggi (ore 18) c'è il Parma un avversario «difficile», una squadra «fisica e che sta bene, veloce e con un calcio efficace», mette in guardia Pioli assicurando poi che «il Milan impara dai suoi errori». La brutta prova contro la Sampdoria deve essere superata conquistando i tre punti. Essenziali nella serratissima lotta con Juve (-1), Atalanta (-2) e Napoli (-4) alla Champions che vorrà dire certezza di un prolungamento di contratto per Pioli. «Sto bene qua, con il club, con la proprietà. C'è sintonia con l'area tecnica. Vogliamo riportare il Milan nella normalità ed è l'Europa che conta», sostiene il tecnico che ormai si è unito a doppio filo alla causa rossonera. A Parma, finalmente con quasi tutta la squadra al completo perché resteranno a Milano solo Calabria, Romagnoli e Maldini, Pioli potrà gestire al meglio le risorse dalla panchina. Torna a disposizione anche Mario Mandzukic che finora ha disputato solo 158 minuti. «È stato molto sfortunato ma grande giocatore e grande uomo. A livello fisico non può essere ancora al 100% ma a livello mentale», rassicura l'allenatore, «di personalità, forza è un giocatore che ci può dare soddisfazioni da qui alla fine».
Nel Parma il tridente d’attacco sarà composto ancora da Man, Pellè e Gervinho. In mezzo Kurtic potrebbe essere impiegato da regista a discapito di Brugman. Il tecnico Roberto D’Aversa crede ancora nella salvezza. «Il motivo per cui sono tornato è per compiere un’impresa», ha detto alla vigilia, «salvare la squadra che aveva qualche difficoltà. Siamo a quattro punti dal Torino, penso si abbia il potenziale per raggiungere l’obiettivo».
Angelo Caradonna

