Platini, sospensione confermata: resto candidato e ricorro al Tas

19 Novembre 2015

ROMA. La Fifa “sgambetta” Michel Platini - almeno a suo modo di vedere - proprio mentre era lanciato verso la presidenza dell'organo che governa il calcio mondiale. Avesse indossato ancora la sua...

ROMA. La Fifa “sgambetta” Michel Platini - almeno a suo modo di vedere - proprio mentre era lanciato verso la presidenza dell'organo che governa il calcio mondiale. Avesse indossato ancora la sua maglia numero 10 avrebbe potuto sperare in un rigore. La Commissione d'appello, presieduta da Larry Mussenden, ha infatti «respinto integralmente i ricorsi presentati da Joseph Blatter e Michel Platini» e «confermato nella loro interezza le rispettive decisioni per quanto riguarda le misure provvisorie adottate dalla Camera arbitrale del Comitato Etico indipendente». Questo significa che per entrambi resta la sospensione di 90 giorni da tutti gli incarichi decisa dalla commissione etica per la vicenda dei due milioni pagati da Blatter a Platini nel 2011. Un duro colpo alle ambizioni di «Le Roi» Michel, che sentiva ormai stretta la poltrona di presidente della Uefa e partiva favorito per succedere al dimissionario ex colonnello svizzero. Una candidatura che ora appare compromessa. A dicembre Blatter e Platini dovranno comparire davanti alla Commissione etica. Per accertare eventuali risvolti penali, anche la giustizia svizzera ha aperto un procedimento sulla vicenda. Ma Platini non intende fari passi indietro. Anzi, è partito subito al contrattacco. «Io resto candidato. La decisione non mi sorprende e conferma che la Fifa indaga in modo unilaterale, iniquo e prevenuto: questa sentenza però ha un pregio, mi permette di ricorrere al Tribunale arbitrale dello sport, una corte indipendente».