Pochi sponsor, il Matteotti è a rischio

Ciclismo, la classica pescarese può saltare. Giuliani: «Spero nell’aiuto di tutti»
PESCARA. «Qualche sponsor si è tirato indietro. E quando ti senti dire di no da aziende che dicono di amare il ciclismo, ti cadono le braccia. In questi giorni stiamo valutando con i vari partner il budget che riusciamo a coprire. Ad oggi, però, il trofeo Matteotti, purtroppo, è a rischio». Il grido d’allarme è di Stefano Giuliani, direttore tecnico della classica di ciclismo che si svolge a Pescara da 73 anni, nonché team manager della Giotti Victoria Palomar.
Quest’anno la data scelta per la 74ª edizione del Matteotti è il 19 settembre, il giorno dopo il memorial Pantani che si correrà in Emilia Romagna. Significa che le squadre presenti il giorno prima a Cesenatico, poi si sposterebbero a Pescara per partecipare alla classica nata - dopo le macerie della guerra come messaggio di pace e libertà - per iniziativa del compianto Fulvio Perna. Ma il condizionale è d’obbligo perché al momento è in bilico lo stesso svolgimento del Matteotti.
A confermarlo è proprio Giuliani. «Io lo vorrei fare, ma finora non abbiamo certezze», ammette il direttore tecnico del trofeo Matteotti, il cui presidente è Daniele Sebastiani. «Più di uno sponsor si è defilato, per questo lancio un appello accorato a dare una mano a questa manifestazione che rappresenta la storia dell’Abruzzo. Sono 73 anni che esiste il Matteotti e non ci possiamo fermare».
Le difficoltà non mancano. «Sono aumentati in maniera esponenziale i budget, i montepremi e i costi della Protezione civile», spiega Giuliani. «È diventato tutto più difficile anche per il Covid perché bisogna investire di più sulla sicurezza degli atleti. Per fare il Matteotti ci vogliono 120-130 mila euro. Per arrivare a questo budget, ci vuole una collaborazione fattiva perché, se tutti danno il proprio contributo, ne viene fuori qualcosa di bello per l’Abruzzo. Il problema è che qui sembra ogni volta di chiedere l’elemosina. Ci sono aziende che dicono di amare il ciclismo e che ci hanno comunicato che quest’anno non ci daranno nessun contributo. Sono cose che mi demoralizzano. Non chiediamo grandi cifre, ma almeno morale e forza per continuare e salvare il Matteotti».
Giuliani ci tiene a fare le cose per bene e, se il trofeo dovesse essere salvato, il cast dei corridori sarà sicuramente di primo livello. Nel 2018 a Pescara vinse Davide Ballerini, nel 2019 primo Matteo Trentin, nella scorsa edizione trionfo di Valerio Conti.
«Ci tengo a fare un cast di partenti sempre importante», conferma Giuliani, «ci sono dei preaccordi e siamo legati al memorial Pantani per facilitare l’arrivo dei big. La mia idea è di ripetere il lavoro degli ultimi anni, con squadre World Tour, Professional e un po’ di team Continental italiani. Quest’anno volevo anche migliorare l’evento e prevedere iniziative per i bambini. Bisogna, però, investire e capire che il Matteotti, oltre a rappresentare la nostra storia, è uno spot promozionale per l’Abruzzo. Le risorse che vengono investite, poi, tornano sul territorio in termini di presenze negli hotel e nei ristoranti. Mi auguro», conclude Giuliani, «che ci sia una sensibilizzazione da parte di tutti e che si riesca a salvare il Matteotti, organizzando una grande manifestazione. Io lo faccio per passione, perché amo questo sport, altrimenti sarebbe da pazzi disperdere tutte queste energie. Vediamo cosa succederà nei prossimi giorni. Il tempo stringe. Entro i primi di agosto dobbiamo avere le idee chiare sul budget per capire se ci sono le condizioni per fare il Matteotti oppure no».
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