Poker Napoli, Pescara cantiere aperto

15 Agosto 2021

Osimhen e l’ex Insigne trascinano i partenopei. Biancazzurri da rivedere: squadra ancora incompleta, ma brillano i giovani

CASTEL DI SANGRO. Il Napoli chiude il ritiro in Abruzzo con un 4-0 rifilato al Pescara, stesso risultato dell’amichevole dello scorso anno al San Paolo. Tra mercato, infortuni e nuove idee tattiche da imparare, il Pescara è un cantiere troppo aperto per poter essere giudicato. Se a questo aggiungiamo che di fronte avevi il Napoli, ecco che il test diventa ancora meno attendibile, ma qualche indicazione è emersa. Qualcuna non bella, altre che invece fanno sorridere.
Si gioca davanti ad una buona cornice di pubblico, i cori sono solo per Lorenzo Insigne (ex di turno) e in un modo o nell’altro chiedono all’attaccante di restare. Insigne risponde con una prestazione super e con tanti gesti di approvazione verso il suo pubblico, ma il rinnovo ad oggi appare ancora lontano. Spalletti dirige un’orchestra che suona già una musica piacevole, Auteri nel primo quarto d’ora prova anche a chiedere ai suoi il recupero alto della palla, ma il Napoli fa quello che vuole quando Memushaj e compagni sbagliano qualcosa e con due passaggi si trova dalle parti di Radaelli. È uno degli aspetti negativi emersi nel pomeriggio del Patini, ma in serie C non avrai sempre di fronte Osimhen e Insigne anche se il rischio della difesa alta di Auteri è abbastanza conosciuto anche in quella categoria.
Il tecnico biancazzurro nel suo 3-4-3 chiede a Cancellotti di fare il braccetto di destra, con Ingrosso appena arrivato e con Illanes out per infortunio, stop anche per Ferrari e De Marchi in attacco, mentre le assenze di Busellato, Galano e Di Grazia hanno tanto a che fare con il mercato. Al 6’ la prima conclusione del match: ci prova D’Ursi da lontano, Meret è attento e dice no senza problemi all’ex Bari. Il vantaggio del Napoli arriva al 10’. Insigne elude l’off side, difesa del Pescara ferma, Frascatore protesta per un presunto fuorigioco, la bandierina resta giù e per l’azzurro è un gioco da ragazzi trovare Osimhen che tutto solo tocca in rete. Il Pescara ha l’occasione del pareggio al 15’ sugli sviluppi di un corner: Marilungo crossa bene sul secondo palo, la zona è presidiata da Di Lorenzo, un campione d’Europa e non uno qualunque, ma Frascatore stacca di testa con il tempo giusto e Meret deve ringraziare la traversa. Neanche il tempo di mettersi le mani nei capelli che il Napoli punisce: Osimhen manda in profondità Elmas che trova impreparata la linea difensiva, Drudi lo sgambetta da dietro e arriva il calcio di rigore. Insigne spiazza Radaelli e firma il 2-0.
Nel primo tempo c’è spazio per un Victor Osimhen show: l’attaccante si porta dietro quattro biancazzurri ma dal limite non trova lo specchio della porta. E c’è spazio per applaudire il coraggio di Nzita che impedisce a Fabian Ruiz di appoggiare in rete a porta vuota con un intervento prodigioso da dietro. Un Pescara carico di assenze non ha comunque demeritato nei primi 45’: le cose più belle in fase propositiva con il duo Pompetti-Memushaj e con la ricerca dell’ampiezza soprattutto a destra grazie alle corse di Zappella. Tanta personalità per Drudi e chapeau per la sua la volontà di costruire da dietro nonostante davanti si formasse un muro minaccioso composto da Insigne, Osimhen, Ruiz e Politano. Il Napoli? Bello e piacevole. Se volete anche molto lineare nelle giocate, fatte a velocità troppo elevata per una squadra di C come il Pescara.
Nella ripresa Auteri troverà dal cilindro due sorprese che potrebbero cambiare anche delle strategie di mercato. Una si chiama Sorrentino, portiere che ha fatto i numeri contro Osimhen e compagni e soprattutto Chiarella, esterno offensivo 2002 da valorizzare ad ogni costo e che ha numeri importanti. Il tris partenopeo arriva al 3’: fa tutto Ounas e destro basso all’angolino. Il poker al 34’ con Zedadka che ribadisce in rete da due passi un preciso cross di Malcuit. Solo qualche minuto concesso a Valdifiori (aveva un problema fisico).
E con il triplice fischio arrivano le prime considerazioni. Dicevamo alcune negative altre positive. Detto della linea difensiva da registrare per evitare di mandare in porta gli avversari con troppa facilità (ma non sempre hai il Napoli di fronte), una punta di struttura serve come il pane. Marilungo è indietro di condizione e non è un nove puro, De Marchi fermo ai box (negli ultimi anni ha avuto una serie di guai), Ferrari indisponibile: un’accelerata sul mercato appare fondamentale. Memushaj-Pompetti: il duo di centrocampo si è fatto apprezzare in fase di possesso, ma sarà fondamentale non lasciare troppo scoperta la linea arretrata quando con le giocate di qualità si perde il pallone. Ma la nota più bella del pomeriggio di Castel Di Sangro sono i due giovani lanciati nella ripresa. Applausi a Sorrentino e Chiarella, sperando che possano essere valorizzati a dovere. Intanto il Napoli saluta l’Abruzzo e si tuffa in clima campionato. Il Pescara giovedì prossimo farà l’esordio in coppa Italia: forse le indicazioni saranno più attendibili senza gli extraterrestri chiamati Osimhen, Fabian Ruiz o Insigne.
Enrico Giancarli
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