Poker Parolo: che gioia! Il Pescara? La classifica è un piccolo mistero

6 Febbraio 2017

PESCARA. Felice come una Pasqua, quasi incredulo, dopo un poker di gol (mai oltre la doppietta in carriera) che ha letteralmente demolito difesa e morale del Pescara, Marco Parolo (nella foto),...

PESCARA. Felice come una Pasqua, quasi incredulo, dopo un poker di gol (mai oltre la doppietta in carriera) che ha letteralmente demolito difesa e morale del Pescara, Marco Parolo (nella foto), centrocampista della Lazio e della Nazionale, almeno nel dopopartita cerca il profilo basso, evita eccessi di entusiasmo che sarebbero anche un po' fuori luogo, visto il contesto. «Una bella vittoria, naturalmente, ma una partita che abbiamo dovuto vincere due volte per portarla a casa. Perché dopo quella bella partenza nostra il Pescara si è riorganizzato mentre non abbassavamo il ritmo. E siccome non siamo bravissimi a gestire, li abbiamo rimessi in partita, rischiando addirittura di subire tre gol in dieci minuti». Cosa è cambiato nell'intervallo? Nella ripresa siete ripartiti a mille. «Ci siamo in po' guardati negli occhi, visto che ci aspetta lo scontro diretto col Milan non potevamo sprecare questa occasione. E siamo ripartiti cn la testa giusta».

Il contrario del Pescara, che ha fatto il bis dell'inizio. Sul piano personale, partita perfetta e quattro gol a suggello. «Sono molto soddisfatto, certo. Quattro gol non è che li fai spesso, io non ero mai arrivato manco alla tripletta. Però a qualcuno ci avrei rinunciato volentieri se ne avessi messo uno almeno col Chievo, che ci ha beffati in maniera davvero dolorosa».

Il Pescara, davvero poca roba? «Per niente. Nel primo tempo ha avuto una reazione fortissima, ci poteva addirittura fare il terzo gol. Poi, dopo l'1-2 di inizio ripresa, forse hanno in po' ceduto mentalmente. Ma ha fatto vedere cose molto buone, francamente quella classifica è un piccolo mistero per me». Un poker merita dediche particolari. Quali quelle di Parolo? «Alla mia famiglia innanzitutto, che mi è sempre accanto. Poi voglio ringraziare la squadra, che mi mette in condizione di fare questi exploit. Ho preso pallone, maglietta e pantaloncini, credo che ci farò un quadro».

Magari avrebbe voglia di ringraziare anche Muntari e soci, ma evita una battuta troppo pesante visto il clima. Chi invece non nasconde la grande soddisfazione è Mamadou Tounkara, 20 anni, prodotto del vivaio, diventato famoso per aver quasi steso il tifoso che dopo la partita col Chievo insultava Biglia. «Sono felicissimo, da tanto sognavo di fare qualche minuto in serie A ma non pensavo succedesse già oggi. Ringrazio il mister e i compagni per la fiducia, anche se quando sono entrato ormai il risultato era fatto, ma spero di avere ancora occasione di dare il mio contributo alla conquista di un posto in Europa. Sarebbe il massimo». (w.n.)

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