Politano: fallire i play off? Da suicidio

16 Aprile 2015

L’ala: «Siamo convinti di potercela fare. Battiamo il Modena e poi ci giocheremo tutto con Lanciano, Pro Vercelli e Avellino»

PESCARA. Poche parole, ma cariche di significato. Matteo Politano non ci sta, l’eventualità di vivere un’altra stagione anonima in riva all’Adriatico lo spaventa a morte. Per questo lancia un appello dirompente. «Ora c’è rammarico», afferma il 22enne romano, «ma anche la consapevolezza di poter rientrare in zona play off. Se non dovessimo centrarli nemmeno stavolta dovremmo “suicidarci”. In questi due campionati abbiamo avuto squadre fortissime, ecco perché non possiamo permetterci di fallire l’obiettivo». Nella settimana più delicata l’esterno offensivo rassicura l’ambiente mostrando la sua vicinanza a Baroni. Gli ultimi giorni non sono stati sereni per il tecnico, ma la squadra è rimasta compatta al suo fianco. «Siamo con Baroni e vogliamo finire con lui. Dal 7 luglio ad oggi abbiamo fatto tanti sacrifici e non possiamo permetterci di buttare all’aria il lavoro. Il gruppo è unito e desideroso di tornare alla vittoria. Non bisogna dimenticare che alla 12ª giornata eravamo penultimi, se abbiamo scalato la classifica è anche merito di Baroni».

Due giorni fa la società si è fatta sentire. «I dirigenti vogliono i play off e noi siamo convinti che sia un traguardo alla nostra portata». A proposito di rosa ampia, Baroni ha fatto intendere di voler dare una chance a chi ha avuto poco spazio. Di certo non sarà Politano a rimanere escluso. Su 35 gare ne ha saltata solo una per squalifica e finora ha collezionato 2759 minuti: solo Melchiorri (2782) è stato impiegato più di lui. «Sicuramente cambierà qualcosa, d’altronde è inevitabile in un torneo così lungo. Bisogna sfruttare tutto l’organico che è di alto livello». Contro il Modena non saranno ammessi passi falsi. «L’aspetto da curare è l’equilibrio: ultimamente in casa concediamo troppo in contropiede. Ci servono i tre punti per presentarci al meglio alla fase decisiva, quella che comprende le tre gare in otto giorni contro Lanciano, Pro Vercelli e Avellino. Lì ci giocheremo il campionato».

Per molti è la stagione della sua consacrazione, trascorsa giocando in un ruolo diverso rispetto al passato. Quattro gol finora (tutti fuori casa), un rigore sbagliato, cinque assist e una lunga serie di sostituzioni (ben venti). «Quest’anno ho maggiori compiti di copertura perciò spendo più energie, ma non è un problema. Sono soddisfatto del rendimento».

Poi una carezza e un appello. «Come è giusto che sia i pescaresi sono esigenti. È una piazza stimolante e ambiziosa. In questo momento ci serve il sostegno dei tifosi e spero che ci siano vicini fino alla fine. Potranno diventare il valore aggiunto». La chiusura è per i progetti futuri: la serie A e l’Under 21. «Il mio obiettivo è convincere Di Biagio: ce la metterò tutta per tornare in nazionale. Dove giocherò l’anno prossimo? Sono a metà tra Roma e Pescara. Si vedrà alla fine del campionato, qui sto benissimo, però toccherà alle società trovare un accordo».

Bergodi al Rapid Bucarest. Proprio nella settimana di Pescara-Modena, il doppio ex Cristiano Bergodi ricomincia ad allenare. Il 51enne tecnico di Bracciano, infatti, ha firmato per il Rapid Bucarest, squadra della massima serie romena. Per lui si tratta di un ritorno in Romania, dove in passato ha guidato il National Bucarest, Cluj, Politehnica Ia?i, Steaua e lo stesso Rapid nel 2007. Dal 2010 al 2012, invece, aveva allenato il Modena, mentre la sua esperienza al timone del Pescara è durata quattro mesi (torneo di A 2012-13). Da calciatore ha vestito la maglia biancazzurra dal 1984 al 1989 conquistando una promozione in A con Giovanni Galeone.

Giovanni Tontodonati

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