Polveriera Napoli, multe in arrivo

Dopo l’ammutinamento della squadra contro il ritiro, De Laurentiis vuole fare causa ai giocatori
NAPOLI. Tre giorni di tregua in attesa di un cambio radicale di rotta e risultati. È questo il quadro che è emerso ieri nel Napoli nel giorno dopo il pareggio con il Salisburgo e, soprattutto, l'ammutinamento della squadra contro il ritiro deciso dal club, che è stato abolito. Dopo l'1-1 con il Salisburgo i giocatori azzurri si sono rifiutati di andare a dormire a Castel Volturno come previsto dal programma del ritiro deciso dal presidente De Laurentiis alla vigilia della sfida europea. Ognuno è tornato a casa e si sono presentati ieri mattina all'allenamento puntuali. A Castel Volturno hanno trovato Carlo Ancelotti, che invece ha dormito lì, e il ds Cristiano Giuntoli. L'allenamento si è svolto regolarmente e poi ognuno è tornato a casa dopo il pranzo di squadra. Il no al ritiro non rimarrà senza conseguenze, però, come precisa lo stesso club azzurro in una nota: «con riferimento», si legge, «ai comportamenti posti in essere dai calciatori della propria prima squadra nella serata di martedì, procederà a tutelare i propri diritti economici, patrimoniali, di immagine e disciplinari in ogni competente sede. Si precisa inoltre di aver affidato la responsabilità decisionale in ordine alla effettuazione di giornate di ritiro da parte della prima squadra all'allenatore della stessa Carlo Ancelotti».
Ancelotti, infatti, aveva criticato pubblicamente la decisione di mandare la squadra in ritiro, dicendosi pronto però a rispettarla. Ieri il Napoli gli affida la gestione del ritiro stesso e quindi la responsabilità della sua sospensione. L’allenatore adesso rischia, la società sta pensando all’esonero.
De Laurentiis e Ancelotti hanno parlato a lungo al telefono ieri, il primo da Castel Volturno, il secondo dall'Hotel Vesuvio, dove il produttore cinematografico alloggia a Napoli e dove ieri ha ricevuto l'amministratore delegato Chiavelli ragionando anche sulle sanzioni previste dai contratti dei calciatori per la ribellione al ritiro, che, ricordano dal club, era stato non «punitivo» ma solo per cercare un migliore amalgama. Il senso della tregua è al momento quello di responsabilizzare squadra e tecnico: niente ritiro? Perfetto allora portate i risultati. Che devono arrivare già dalla sfida di sabato contro il Genoa, quando il Napoli cercherà il successo che manca dal 23 ottobre, dalla gara vinta a Salisburgo. Le vittorie sanano tutto e infatti tra il club e la squadra pare ci fosse già una mezza promessa di abolire il ritiro in caso di successo europeo e qualificazione, appuntamento però mancato. Parlerà il campo, quindi, visto anche il silenzio stampa ufficializzato dal Napoli, ma parleranno anche i tifosi che oggi saranno allo stadio San Paolo per l'allenamento aperto agli abbonati. Non alla stampa, contrariamente a quanto era stato comunicato. La città è sgomenta e divisa tra chi difende De Laurentiis, chi si schiera con Ancelotti e chi con la squadra.
Angelo Caradonna

