Pompetti: Pescara nel cuore il mio sogno è la promozione

Il mediano: «Andavo in curva, adoro Verratti e sono certo che ci riprenderemo»
PESCARA. Quando nell’estate del 2017 è andato via da Pescara destinazione Milano per vestire la maglia nerazzurra dell’Inter, qualche lacrima deve essere scesa da quei suoi occhi azzurri: lasciare la città, la famiglia e gli amici non era cosa facile. Da quel giorno ad oggi sono cambiate tante cose. Non è più Marco, il biondo ragazzo di 17 anni alla ricerca di un sogno, ma Pompetti, un calciatore affermato che ha vinto tutto con le giovanili dell’Inter e che ora vuole riportare la squadra della sua città nelle categorie di competenza. Il 21enne Pompetti in C è solo di passaggio, i consigli di Zanetti e Candreva devono aver fatto il loro effetto perché oggi è già leader di una squadra che ancora fatica a trovare un’identità e una delle poche certezze le ha nel suo giovane talento. Papà Salvatore e mamma Rossella hanno pianto un po' quando Marco lasciò l’Abruzzo. Erano lacrime di gioia sicuramente ma anche di tristezza perché mica è facile veder partire così un figlio all’improvviso. E quelle lacrime sono tornate in estate e questa volta solo di felicità: la vera carriera di Marco tra i grandi, dopo le parentesi di Pisa e Cava de' Tirreni, stava per iniziare proprio a Pescara. Pompetti si racconta a 360° davanti le telecamere di Rete 8 Sport nella trasmissione “A cena con” che andrà in onda martedì prossimo alle 20.45 e inizia parlando del suo ritorno. «Devo dire che Pescara all’inizio del mercato non era un’opzione, poi qualche giorno prima del ritiro mi ha chiamato il presidente Sebastiani e abbiamo parlato molto. Ho capito che poteva essere una grande chance per me e le lunghe chiacchierate con il ds Matteassi e il mister Auteri mi hanno confermato che Pescara poteva essere la scelta giusta».
Pompetti bambino era sugli spalti a tifare per i biancazzurri?
«Verissimo e mi emoziono se ci ripenso. Come quel giorno quando all’Adriatico arrivò il Torino in una partita decisiva. Era il Pescara di Zeman e di tanti campioni. La giocata di Verratti per il gol di Insigne la ricordo come fosse ieri».
A proposito di Verratti. C’è chi la paragona alla stella della Nazionale e del Psg. Lo conosce?
«No, personalmente non l’ho mai incontrato e mi piacerebbe tanto conoscerlo. Ma piano con i paragoni, Marco è uno dei centrocampisti più forti al mondo. Il suo Pescara era qualcosa di meraviglioso».
Debutto contro l’Ancona e prima maglia da titolare del Pescara tra i grandi.
«Incredibile, mi sono venuti i brividi. Io, tifoso del Pescara, titolare con la maglia biancazzurra. E sapete perché è stata una serata speciale? L’abbiamo vinta al 90’ con un gol sotto la curva. Difficile da spiegare a parole».
La settimana successiva, poi, il rigore sbagliato a Carrara...
«Io credo che un grande giocatore debba prendersi le responsabilità. Mi sentivo di tirare quel rigore ma non è andata come volevo. Per fortuna mi sono fatto perdonare con il cross per il gol di Memushaj».
E se in una partita decisiva dovesse ricapitare un rigore e dicono: Pompetti tocca a te?
«Vado senza problemi. Anche se dovesse essere il tiro che vale la B».
Un lungo infortunio, il rientro a Chiavari e l’eurogol che ha inchiodato il punteggio sul 2-2.
«Purtroppo per un fastidio muscolare ho saltato alcune partite e credo che contro l’Entella si sia notata la voglia di giocare che avevo. Il gol? So che non se ne vedono spesso in giro così ma che volete che vi dica? Ho provato ed è andata bene».
A Siena i tifosi erano arrabbiati per il pareggio. Sotto la curva lei si è messo la mano sul cuore ed è scattato il loro applauso.
«Ho ascoltato il discorso che ci hanno fatto e mi è venuto spontaneo fare quel gesto. Io sin da piccolo sono stato un tifoso e ho la squadra nel cuore».
Il Pescara come potrà superare un momento delicato come questo?
«Sicuramente non è un momento positivo, ma dobbiamo stare tranquilli. Ne usciremo con il lavoro perché siamo una squadra forte».
Pompetti e l’Inter. Qualche aneddoto?
«Ve ne dico due. Il primo è lo scudetto vinto nel 2018, con il premio di miglior giocatore delle finali e con il mio assist a Zaniolo per l’1-0 contro la Juve in semifinale. L’altro è legato alla prima squadra. Rimasi impressionato da Rafinha. Guardate oggi come sta facendo bene nel Psg».
Proprio con Verratti. Non è che li vuole raggiungere?
«Non scherziamo. Quello potrebbe essere un sogno per un futuro molto lontano».
Ed allora dica un sogno per il presente.
«Ve lo faccio capire ma non lo dico esplicitamente. A giugno se il Pescara dovesse essere in un’altra categoria sarei davvero felice».
Enrico Giancarli

