Potì: «Sempre creduto nell’Amatori in A2»

L’ala di origine salentina: «Spero di restare a Pescara, nel girone di ritorno siamo migliorati molto»
PESCARA. Un “uomo mascherato” determinante. Nei play off vinti dall’Amatori, Alessandro Potì, nonostante la protezione sul volto, è riuscito ugualmente a scalare le classifiche individuali contribuendo in maniera consistente alla promozione in A2. E pensare che quel colpo ricevuto in gara 1 contro Reggio Calabria sul finire della gara, che costò la sconfitta ai pescaresi, pensava fosse l’epilogo della sua stagione comunque positiva. Invece, grazie anche al conforto della sorella Elisabetta, della famiglia e dei compagni, gli ha dato una spinta in più, una volta tornato in campo con la solita voglia di combattere. Una visuale periferica non ottimale non gli ha impedito addirittura di migliorare il proprio rendimento nel momento topico della stagione. L’ala 28enne originaria di Galatina, cresciuta nei vivai di Siena e Reggio Emilia, è alla seconda promozione, dopo quella del 2010 a Brescia (sempre dalla B alla A2); ma quella di oggi ha tutto un altro sapore perché ottenuta con una squadra che ha raggiunto un successo non pronosticato nella quale il suo talento ha avuto un peso specifico più corposo. «Sembrava impossibile, ma ci abbiamo sempre creduto, anche per il miglioramento registrato dal gruppo nel girone di ritorno che ha dato il là alla lunga e proficua scalata», afferma Potì, dinamico ed eclettico giocatore a tutto campo, approdato a Pescara perché invogliato dal carisma di Rajola e dai consigli di Micevic con cui aveva giocato per due campionati. «E’ stato un anno eccezionale, caratterizzato da un rapporto fantastico con i compagni, e da una società che non ci ha fatto mancare nulla, con una presenza senza troppa invadenza né troppe pressioni, ma sempre al nostro fianco. In un clima che ci ha spronato a ricompattarci nei momenti difficili del girone di ritorno. E poi il resto lo ha fatto Pescara, una città nella quale mi sono trovato benissimo, compreso l’affetto della tifoseria». Alessandro mette così nel proprio curriculum il capitolo più importante, dopo un torneo che ha esaltato le capacità tecniche e il dinamismo. «Ho cercato di essere utile su tutti i fronti, con qualità e quantità, sia nella ricerca del possibile canestro, sia nel recupero dei palloni vaganti». Ed in effetti statisticamente nei play off è risultato primo in assoluto nel raggruppamento per le palle recuperate. Prossimo alla laurea in psicologia, guarda al futuro fiducioso, ma anche lui attende le scelte e i progetti che la società deve impostare, peraltro in tempi molto ristretti. «Sarebbe bello rimanere e mettersi alla prova in quella categoria superiore, dopo aver lottato tanto per conquistarla», conclude Potì.
Paolo Toro
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