PRATICO E VINCENTE PILLON STREGA PESCARA

8 Ottobre 2018

Quando, alla fine della scorsa stagione, Daniele Sebastiani ha deciso di confermare Pillon, più di qualcuno è rimasto sorpreso. Pochi dubbi sulla qualità del lavoro di Bepi, sulle sue capacità di...

Quando, alla fine della scorsa stagione, Daniele Sebastiani ha deciso di confermare Pillon, più di qualcuno è rimasto sorpreso. Pochi dubbi sulla qualità del lavoro di Bepi, sulle sue capacità di riuscire ad entrare in sintonia con lo spogliatoio e con la città e, di conseguenza, sul valore inestimabile della salvezza ottenuta. Piuttosto, era il profilo stesso dell’allenatore veneto a sembrare in antitesi con i pensieri del presidente. «A me, gli allenatori, piace inventarli», ha ripetuto spesso. Stroppa, Bucchi, Baroni (almeno a certi livelli), Oddo, Epifani: storie buone, altre meno fortunate. Pillon, classe ’56, in questi ultimi anni pareva ormai essersi cucito addosso l’etichetta dell’allenatore delle emergenze, quello da chiamare in corso per rammendare gli strappi. Come a Pescara, appunto. Missione compiuta, grazie e arrivederci.
E invece no. E invece era evidentemente scattata la scintilla. Il calcio “pratico” di Pillon, quella abilità di scavare dentro le motivazioni dei suoi ragazzi e quel suo accompagnare i momenti della partita “sbattendosi” davanti alla panchina, schizzando in campo per ogni gol, hanno finito per convincere tutti. Sebastiani in testa.
Ed era l’occasione che soprattutto Pillon aspettava da tempo, troppo in fretta condannato al ruolo di salvagente e basta. La B l’ha girata in lungo e in largo (Pescara è la sua undicesima tappa), ma mai era stato al primo posto della classifica. A Treviso, stagione 2004/05, prese la squadra in zona retrocessione e la portò con una prodigiosa rimonta fino alla semifinale play off poi persa contro il Perugia ma con il ripescaggio in A dopo il fallimento del Torino.
È stata probabilmente la sua squadra più bella, 4-4-2 con Barreto e Reginaldo davanti, ma questo primato pescarese è una novità, della sua carriera e nei pensieri di chi, la stragrande maggioranza di tifosi e osservatori, in estate, non prevedeva i biancazzurri lassù. Figuriamoci, però, se Bepi si lasci ubriacare; lui è uno della vecchia scuola, baffi e sapienza. Alla faccia della sorpresa.
*giornalista
Sky Sport
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