PREGI E DIFETTI, È GIÀ TUTTO CHIARO
Un precampionato così lungo non me lo ricordo proprio. Il nuovo Pescara ha iniziato la stagione a Pizzoferrato poco prima della metà di luglio, quando partirà la serie B avrà alle spalle quasi due...
Un precampionato così lungo non me lo ricordo proprio. Il nuovo Pescara ha iniziato la stagione a Pizzoferrato poco prima della metà di luglio, quando partirà la serie B avrà alle spalle quasi due mesi di lavoro. Il tutto con due turni di Coppa Italia, un'amichevole ad alto coefficiente di difficoltà con il Sassuolo e una lunga serie di test con sparring partner di minore spessore. Ce n'è abbastanza per dare giudizi attendibili sulla consistenza della squadra e per indicare pregi, difetti e problemi alla vigilia del via.
I pregi. La squadra ha trovato in fretta una sua identità a conferma dell'ottimo lavoro impostato e portato avanti da Oddo e anche della disponibilità e della qualità del gruppo. Al di là del modulo (4-3-1-2) c'è la mentalità che serve per provare a far gioco, sfruttando palleggio, inserimenti dei centrocampisti, movimento delle punte, senza rinunciare all'equilibrio tattico, necessario per sviluppare al meglio le due fasi. Il ritorno di Salamon garantirà senz'altro non solo una maggiore solidità del reparto difensivo ma anche un ulteriore salto di qualità del collettivo.
I difetti. Il primo riguarda l'attacco. Il vuoto lasciato da Melchiorri resta enorme, il reparto al momento appare monco e comunque non sembra in grado di garantire la necessaria incisività a una squadra a chiara vocazione offensiva. Le soluzioni di emergenza provate da Oddo danno vivacità ma scarso peso alla fase conclusiva, la coppia più affidabile appare al momento quella formata da Sansovini e Lapadula. Serve un'alternativa di maggiore spessore: che sia Boakye o Cocco o anche Galano, che non è una prima punta ma ha feeling con il gol e anche quella duttilità che potrebbe risultare preziosa al tecnico qualora decidesse di affidarsi anche a soluzioni tattiche diverse da quella sulla quale ha lavorato.
I problemi. L'infortunio di Memushaj non è una tegola da poco. L'albanese, capitano non per caso e punto fermo del centrocampo, rischia uno stop di 2 mesi, cosa che metterebbe in enorme difficoltà il tecnico, nonostante il reparto sia ricco di qualità e di valide alternative. In più, e non è l'ultimo dei problemi, c'è da sfoltire un organico extralarge, del tutto inutile oltre che deleterio per la gestione del gruppo.
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