Prima con i dirigenti e poi con i tifosi: le riunioni per scuotere la squadra

PESCARA. «Massimo Oddo avrà una settimana molto impegnativa, bisogna cambiare registro a partire dalla partita contro il Cittadella». Lunedì scorso, al termine del match di Lecce, Daniele Sebastiani...
PESCARA. «Massimo Oddo avrà una settimana molto impegnativa, bisogna cambiare registro a partire dalla partita contro il Cittadella». Lunedì scorso, al termine del match di Lecce, Daniele Sebastiani aveva preannunciato così che i giorni successivi alla sfida in terra salentina non sarebbero stati semplici. Il presidente del Pescara ha cercato di dare uno scossone all’ambiente e, all’indomani della quinta sconfitta consecutiva, ha tenuto a rapporto squadra e allenatore indagando sui motivi della crisi. Accompagnato dai direttori sportivi Giorgio Repetto e Antonio Bocchetti, Sebastiani ha parlato a lungo con i giocatori e lo staff tecnico chiedendo in modo deciso «più attenzione, compattezza e grinta». A quella riunione ne sono seguite altre, chiaro il tentativo di individuare le possibili cause del deludente avvio di campionato. Ovviamente, nello spogliatoio serpeggia un po’ di nervosismo, è inevitabile quando i risultati non arrivano, ma al tempo stesso c’è la volontà di risalire la china e superare tutti insieme le difficoltà. Il programma di avvicinamento alla delicata sfida contro il Cittadella di Roberto Venturato, autentica bestia nera del Delfino (6 ko negli ultimi sei incontri) è stato caratterizzato da un altro faccia a faccia che due giorni fa ha visto protagonisti i calciatori e i tifosi. Al termine dell’allenamento, infatti, una delegazione di ultrà biancazzurri si è presentata al centro sportivo Poggio degli Ulivi chiedendo alla squadra un deciso cambio di rotta. I giocatori si sono mostrati compatti nel ribadire che non ci sono frizioni interne, il gruppo è unito, serve solo un altro po’ di tempo per conoscersi, immagazzinare i dettami tattici dell’allenatore e trovare la necessaria intesa sul terreno di gioco. Di sicuro l’elevato numero di volti nuovi arrivati in riva all’Adriatico durante il mercato estivo e i tanti infortuni hanno impedito al gruppo di trovare il giusto affiatamento, ma già dalla sfida di domani si aspettano risposte confortanti.
La resa dei conti. Tra ventiquattro ore sapremo se tutto questo fermento avrà prodotto i suoi effetti o… saremo ancora al punto di partenza. In teoria il Cittadella è l’avversario meno indicato per riscattarsi, a parte la tradizione positiva contro i biancazzurri, la compagine veneta ormai da anni è una delle più belle realtà della B. Viene da quattro partecipazioni consecutive ai play off, la migliore (e la più beffarda) due stagioni fa, quando i granata hanno accarezzato il sogno di salire in serie A arrendendosi in finale contro il Verona (successo per 2-0 all’andata al Tombolato e sconfitta 0-3 nel match di ritorno al Bentegodi). E anche nel torneo in corso l’undici di Venturato sta brillando per intensità e organizzazione di gioco. Una settimana fa è arrivato il primo (immeritato) ko con il Monza dopo un avvio positivo (3 vittorie e un pareggio), comunque sia il Cittadella si presenterà all’Adriatico con una classifica più che soddisfacente (10 punti, +9 sul Pescara e una gara in meno rispetto ai biancazzurri). Un passo falso del Delfino potrebbe mettere in forte discussione la posizione di Oddo, nonostante la società abbia dimostrato di avere fiducia nell’allenatore. Dal canto suo il 44enne tecnico pescarese è convinto di poter invertire la rotta, una prestazione convincente e un risultato positivo potrebbero aprire nuovi scenari, di certo più rosei.
Dopo la sfida di domani, infatti, ci sarà la sosta e il Delfino tornerà in campo sabato 21 novembre in trasferta a Ferrara con la Spal. In quel lasso di tempo gli infortunati torneranno a disposizione, altri giocatori raggiungeranno uno stato di forma migliore e, chissà, magari in campo si vedrà davvero un Pescara diverso. (g.t.)
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