Prima vittoria africana al Giro d’Italia

18 Maggio 2022

Successo storico dell’eritreo Girmay. Paura durante la premiazione per il tappo dello champagne che finisce in un occhio

JESI. Il Giro saluta l’Abruzzo e incorona Biniam Girmay. Per un corridore africano è una storica prima affermazione e Van Der Poel si è inchinato facendo i complimenti all’eritreo. Ma con un imprevisto per il vincitore. Festa sul podio e tappo dello champagne che finisce nell’occhio. Problemi alla vista, la corsa in ospedale e poi il ritorno in hotel: nessuna nota ufficiale e oggi sapremo se l’eritreo potrà continuare la corsa, ma fino a ieri sera non filtrava ottimismo. La vittoria di Girmay ha reso ancor più abruzzese una tappa partita dalla nostra regione e che ha scatenato l’affetto dei tantissimi tifosi. Perché Girmay è legato all’Abruzzo? Sulla maglia della sua Intermarché c’è il marchio di Valentino Sciotti che con voce carica di entusiasmo commenta il successo. «Un sogno che si realizza per noi, ci siamo andati vicini con Pozzovivo sul Blockahus e a Jesi ci siamo riusciti», dice l’imprenditore di Crecchio.
Pescara in festa. La mattinata abruzzese del Giro è colorata e ricca di particolari da applausi. Come il volo dei parà che hanno fatto alzare al cielo gli occhi di tutti, come il mare azzurro con tanto di bandiera blu che ha accolto simbolicamente la maglia rosa di Lopez e come le dichiarazioni del presidente Marsilio che promettono cose in grande per i prossimi anni. «Abruzzo in festa, è uno spettacolo. E ci saremo anche nei prossimi anni perché abbiamo delle belle idee». Nel 2013 era stata l’ultima volta a Pescara con il successo di Hansen sotto la pioggia ma ieri il sole ha fatto risplendere le bellezze di una città promossa a pieni voti.
La tappa. Bello e coinvolgente il passaggio dei corridori in città e poi sulla riviera ad andatura controllata tra le ali di folla. Al chilometro zero inizia la vera tappa e c’è il tentativo di fuga a tre lungo la costa abruzzese con Bais (sempre lui), Nasen e De Marchi ma il gruppo tirato dalla Alpecin e dalla Intermarché fa capire che non ci saranno tante speranze. Il passaggio a Filottrano, nelle Marche, è emozionante, visto che si passa nel paese di Michele Scarponi, il corridore tragicamente scomparso nell’aprile 2017 dopo un incidente in allenamento. Quando la fuga di De Marchi si è esaurita arriva il forcing vero con Van Der Poel che verso il gpm di Monsano fa staccare tutte le ruote veloci. Ad eccezione di Girmay che pedala benissimo. Che spavento in discesa per l’eritreo: sbaglia una curva e rischia di compromettere tutto, mentre Van Der Poel prova ad allungare con Formolo e Giulio Ciccone. La Intermarché con Rota e Pozzovivo si organizza e chiude sui fuggitivi. Il finale scrive la storia di Girmay: dopo la Gand è arrivata la vittoria al Giro grazie ad una volata di forza lanciata da lontano. Oggi sapremo se il tappo dello champagne ha fatto davvero danni. Quello champagne che ha stappato anche l’Abruzzo e con pieno merito per aver superato l’esame del Giro a pieni voti. O quasi, perché il Blockhaus meritava il grande pubblico. Per l’Abruzzo appuntamento al prossimo anno, per il Giro appuntamento oggi a Reggio Emilia con una tappa che partirà da Sant’Arcangelo di Romagna con 203 km di pianura, senza salite. Sarà adatta ai velocisti: Demare, Ewan, Cavendish e Gaviria non vogliono farsi sfuggire l’occasione.
Enrico Giancarli