Pro Celano, festa a spese dell’Ortigia

La squadra di Ortucchio condannata dal gol vittoria di Villa nei minuti finali
La Pro Celano conquista la Prima categoria. Nella finalissima play off disputata al Comunale di Ortucchio, i celanesi sono riusciti a strappare la vittoria ai locali e a raggiungere il Bugnara in Prima categoria.
Una stagione ricca di emozioni quella del girone B, che seppur animato da appena 11 formazioni, è stato in bilico fino all'ultima giornata.
La regolar season si era conclusa con Ortigia e Bugnara prime del girone a pari punti. Nello spareggio finale, il Bugnara è riuscito a vincere e a centrare il primo posto, condannando la squadra di Ortucchio ai play off. Proprio nella finalissima giocata ieri con la Pro Celano, non sono riusciti a centrale l’obiettivo.
La gara è stata molto bella e arricchita da una grande cornice di pubblico. Al vantaggio della Pro Celano con Bafile, intorno al 15’ del primo tempo, risponde Barile dell’Ortigia al 10’ della ripresa, finalizzando una grande azione di contropiede di Forcucci. Nei minuti finali, la Pro Celano centra il gol vittoria con l’esperto Villa che dagli sviluppi di un calcio di punizione risolve la pratica.
Felicissimo il presidente della Pro Celano, Marco Aurelio Filodeo: «Sono contentissimo per questa vittoria. Sicuramente eravamo partiti a inizio stagione per vincere direttamente il campionato, ma i molti infortuni hanno compromesso la nostra stagione. È stata più dura del previsto, ma ci siamo riusciti. Abbiamo seminato molto bene e per il prossimo anno punteremo a fare bene».
Nonostante la sconfitta, il presidente dell’Ortigia, Sergio Verrocchia, elogia i suoi: «Faccio un plauso alla Pro Celano, ma soprattutto ai miei ragazzi. Hanno dato veramente tutto, contro una squadra esperta e con calciatori di categoria superiore. Abbiamo venduto cara la pelle, dando tutto quello che avevamo. Abbiamo chiuso la stagione regolare al primo posto, con un gruppo ben assortito e giovane. L’anno prossimo vogliamo essere protagonisti. Puntelleremo la squadra mantenendo l’ossatura».
Riccardo Di Persio
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