Prodezza di Bacinovic Lanciano strappa il punto

2 Marzo 2016

Il vantaggio del Como su rigore, una magìa da 30 metri evita il ko alla Virtus

COMO. Il Lanciano esce dal “Sinigaglia” con un punto che fa morale e soprattutto classifica. Bloccato il Como: certo, non è un’impresa, ma per come s’erano messe le cose l’1-1 è un buon risultato, e Maragliulo non disdegna. Che osa - almeno nelle intenzioni - con un 4-3-1-2 e un reparto avanzato abbastanza pesante composto da Marilungo, Bonazzoli e Padovan. I tre lì davanti, però, non riescono ad incidere, sbattono contro il muro di maglie azzurre che sono ben messe in campo e concedono il minimo indispensabile a un Lanciano che nel primo tempo è apparso poco propositivo.

Sono serviti i cambi nella ripresa per svegliare i rossoneri dal letargo che hanno potuto contare anche su una buona dose di fortuna per i legni colpiti dal Como, e su un Cragno in serata di grazia. Che è apparso subito molto reattivo. Sulla botta di Bessa e su quella di Pettinari, l’ex Cagliari s’è sporcato i guanti e con l’aiuto del primo legno ha tenuto a galla i suoi. Poco pericolosi i tentativi di rovesciamento di fronte, con il Lanciano che ha faticato tutta la prima frazione per trovare la strada della porta avversaria.

Cragno insuperabile, si diceva. Sino al pasticcio di Bacinovic che regala al Como un rigore su cui Ganz non perdona. Strada spianata per il Como, che avrebbe anche qualche buona occasione per arrotondare il risultato, ma non sa coglierla. La palla più limpida, al 43’ passa dai piedi di Basha che non sa sfruttare una sorta di rigore in movimento. I giochi del primo tempo si chiudono lì, con il Lanciano che si affida in attacco a tiri dalla distanza che non impensieriscono Scuffet. Non ancora.

L’orgoglio frentano viene fuori nella ripresa: il Como ha la peggior difesa del campionato ed il Lanciano lo sa. Ed inizia ad attaccare, a cambiare in avanti dove Padovan e Bonazzoli lasciano spazio a Turchi e Ferrari. Ma è l’ingresso del solito Di Francesco a cambiare l’inerzia della partita, che rischia di capitolare sotto i colpi di un Ganz al quale manca il killer instinct e finisce per raddrizzarsi improvvisamente con una magia di Bacinovic. Ingenuo nel primo tempo, quando provoca il rigore, assai più preciso e decisivo in una ripresa nella quale si veste da goleador e tira fuori dal cilindro un bolide dai 30 metri che non lascia scampo all’incolpevole Scuffet (70').

Doccia Gelata per il Como e Lanciano che potrebbe addirittura mettere le mani sull’intera posta, anche perché l’ultima in classifica cede, anche sul piano fisico. Ma ha un guizzo con Ghezzal che colpisce una traversa. Anche Ferrari, tra i più freschi e lucidi, non si dimostra freddo sotto porta e, nell’unica indecisione di un Giosa quasi perfetto, manda clamo alle stelle da due passi. Meglio guardarsi alle spalle e tenersi stretto il punto, allora.

Finisce con l’espulsione di Aquilanti (mancherà col Brescia, dove sarà assente anche l’altro difensore Amenta che era diffidato ed è stato ammonito) che costringe il Lanciano a soffrire anche in un recupero dove però nessuna delle due dà l’impressione di volersi fare male. Perché non ci sono più le forze e viene a mancare anche un pizzico di coraggio.

Può sorridere il Lanciano: che non vede scappare nessuna delle dirette concorrenti (pareggiano Vicenza, Pro Vercelli, Salernitana e Livorno; perde il Modena in casa dell’Ascoli) e resta aggrappato al sogno salvezza. Con i due punti tolti dalla penalizzazione sarebbe fuori dalla zona retrocessione: evidente dimostrazione che non mancano gli elementi per continuare a crederci.

Pietro Mastrolilli

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