Proger Chieti, Palermo: troppi black out mentali

CHIETI. Ci risiamo. Primi tre quarti regalati, poi l’inutile rimonta. E la Proger Chieti torna da Legnano con la quarta sconfitta nelle ultime cinque partite. Ancora una volta, a incidere sulla...
CHIETI. Ci risiamo. Primi tre quarti regalati, poi l’inutile rimonta. E la Proger Chieti torna da Legnano con la quarta sconfitta nelle ultime cinque partite. Ancora una volta, a incidere sulla prestazione dei biancorossi, è stata la pessima partenza. «Questi black out ci capitano spesso», spiega la guardia Matteo Palermo, classe 1991, tra i migliori in terra lombarda, «sbagliamo l’approccio alla partita e poi diventa tutto più complicato. In casa è più facile recuperare perché possiamo sfruttare il fattore pubblico, ma in trasferta se sbagli i primi due quarti poi è difficile recuperare. Non è un problema fisico, ma mentale. E c’è rammarico perché, se avessimo gestito meglio alcune situazioni, avremmo potuto vincere almeno due partite in più e avere una classifica migliore». Il coach delle Furie, Massimo Galli, ha parlato anche di inesperienza. Ma sul rendimento della squadra pesano anche le prestazioni a corrente alternata dei due americani, Adam Sollazzo e soprattutto Jeremy Saffold. «Ma gli americani non sono extraterrestri», afferma Palermo, «sono giocatori come noi che possono avere delle difficoltà durante il campionato. Saffold non è in un buon momento, ma va aspettato perché è giovane e ha grandi qualità. Dobbiamo essere ambiziosi, ma anche umili e ricordarci che il nostro obiettivo è la salvezza. Quindi non dobbiamo esaltarci se vinciamo con Ravenna e abbatterci se perdiamo con Legnano. Pensiamo già alla prossima trasferta con il Piacenza».
Giammarco Giardini
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