PSICODRAMMA INTER FAVOLA MELCHIORRI

17 Ottobre 2016

di ROCCO COLETTI E’ una crisi di identità, oltre che tecnica, quella dell’Inter. E’ una crisi che coinvolge tutto il mondo nerazzurro. Cambiare un allenatore a un paio di settimane dal via del...

di ROCCO COLETTI

E’ una crisi di identità, oltre che tecnica, quella dell’Inter. E’ una crisi che coinvolge tutto il mondo nerazzurro. Cambiare un allenatore a un paio di settimane dal via del campionato era sembrato un azzardo; prendere un olandese, come De Boer, alla prima esperienza in Italia un salto nel buio. Ma la sensazione è che in casa Inter ci sia una confusione da far paura, oltre quella che appare. Non s’è ben capito chi comanda: Thohir, i cinesi di Suning oppure il procuratore Kia Joorabchian? Il fatto stesso che ci si ponga la domanda fa intuire il caos che regna nella scala gerarchica nerazzurra. Il tutto, vale bene sottolinearlo, con Suning che ha messo sul piatto della bilancia poco meno di 250 milioni di euro. E’ accaduto qualcosa di strano nel mondo del calcio: in pratica i nuovi proprietari, dopo l’acquisto del club, hanno lasciato le chiavi nelle mani di chi ha ceduto, Thohir. La spiegazione sarebbe che Suning ripone piena fiducia nell’indonesiano. Quantomeno bizzarra. E la gestione della squadra risente delle contraddizioni societarie e del caos che ne consegue. Icardi è sempre nel mirino e lui non fa nulla per far parlare solo il campo; De Boer sta facendo fatica a capire il calcio italiano e nel gruppo i mugugni non mancano. Messo tutto insieme e ben miscelato ecco che dopo otto giornate di serie A l’Inter è a 10 punti dalla vetta dopo aver speso tanto sul mercato estivo. E aver immaginato ben altre posizioni di classifica al momento degli arrivi di Candreva, Joao Mario e Gabigol. E’ bastato un Federico Melchiorri qualsiasi per scatenare l’inferno a San Siro. Eh sì, vai allo stadio per vedere Icardi e Gabigol e, invece, la star della domenica è un attaccante che viene dalla gavetta, dai campi polverosi dei dilettanti dopo aver temuto per la sua vita a causa di un problema di salute. Il destino, un po’ alla volta, sta risarcendo l’attaccante del Cagliari, in passato anche a Giulianova e a Pescara, dei tanti ostacoli che ha dovuto dribblare durante la carriera.

L’altra sponda di Milano, quella rossonera, invece, è seconda in classifica, al fianco della Roma. E sabato sera c’è Milan-Juventus. Roba che non si vedeva dai tempi di Allegri contro Conte.

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