Pulvirenti confessa, Catania spacciato

30 Giugno 2015

Il presidente: ho pagato 100 mila euro per ognuna delle 5 gare truccate. Abodi: retrocessione e radiazione inevitabili

ROMA. «La giustizia sportiva prevede per responsabilità diretta la radiazione per le persone, la retrocessione per le società».

LA CONFESSIONE. Le parole del presidente della Lega Serie B, Andrea Abodi, sembrano anticipare la sentenza della giustizia sportiva sul Catania, più che mai a un passo dal baratro dopo le ammissioni fatte dal n. 1 degli etnei, Antonino Pulvirenti, ieri mattina al gip di Catania Fabio Digiacomo sull’inchiesta “i treni del gol”, in merito alle presunte combine dei match con Varese, Trapani, Latina, Ternana e Livorno (tutti club che rischiano una penalizzazione in classifica per responsabilità oggettiva dei propri tesserati). Pulvirenti avrebbe detto di aver pagato 100 mila euro per ognuna delle cinque partite incriminate.

LA RETROCESSIONE. Per la società rossazzurra, infatti, sarà difficile evitare un deferimento dalla Procura Figc per responsabilità diretta che, codice di giustizia sportiva alla mano, prevede la retrocessione all'ultimo posto in classifica e l'assegnazione a una categoria inferiore.

TAVECCHIO-PALAZZI. Per conoscere, invece, i tempi di questa estate ricca di processi bisogna attendere oggi, quando il presidente Figc Carlo Tavecchio e il procuratore federale Stefano Palazzi faranno il punto della situazione, alla presenza dello stesso Abodi, sulle varie inchieste - da Catania a Catanzaro - che riscriveranno le classifiche e probabilmente la lista delle partecipanti a Serie B, Lega Pro e Serie D. Con il possibile slittamento dei campionati.

Ma il futuro del Catania è incerto non solo per l'inchiesta sportiva: oggi, infatti, scadono i termini per l'iscrizione e il club, decapitato dalle dimissioni di Pulvirenti e dell'ad Pablo Cosentino, ha cercato di correre ai ripari nominando l'amministratore unico (Carmelo Antonio Milazzo): un provvedimento «urgente» che vuole essere propedeutico alla difficile iscrizione alla serie B (il 10 luglio la Covisoc darà una prima valutazione).

RISCHIO DILETTANTI. Un via libera che potrebbe non arrivare anche in seguito ad alcuni problemi avuti dai rossazzurri nel pagamento di alcune mensilità. Il caso Parma insegna che serve il massimo rigore e il Catania rischia di sprofondare addirittura tra i Dilettanti.

Sulla questione degli etnei interviene anche il presidente della Lazio e consigliere federale, Claudio Lotito, che in una nota, chiarisce i suoi contatti con Pulvirenti. «L'ordinanza del giudice di Catania - evidenzia -, afferma in modo chiaro che l'ipotesi secondo cui il dott. Claudio Lotito avrebbe in qualche modo condizionato il risultato della partita Catania-Avellino del 29 marzo 2015 “non è stata confermata dalla successiva attività di indagin”».

E ancora: «Le telefonate intervenute tra il presidente del Catania e Lotito hanno avuto a oggetto aspetti economici che la società siciliana doveva affrontare in quel periodo dell'anno, in merito ai quali Pulvirenti e i suoi collaboratori hanno chiesto consigli a Lotito, autorevole dirigente della Figc».

LOTITO DEFERITO? Il patron laziale, in attesa di sapere se in settimana sarà deferito da Palazzi per il caso Iodice (in caso di condanna rischia di decadere dalla carica federale), nega ogni coinvolgimento con il Catania: «È l'ennesimo tentativo di certa stampa di screditarlo e con lui la stessa Figc».

LEGA PRO. Ma il calcio non trova pace in nessuna categoria: oggi a Firenze c’è l'assemblea della Lega Pro che dovrà approvare il bilancio consuntivo 2014.

In caso di bocciatura si prospetta un commissariamento che porrebbe fine al regno di Mario Macalli.