«Punizione e vittoria fu una notte magica per me e il Pescara»

17 Dicembre 2016

Il brasiliano, quasi quattro anni fa, firmò in extremis l’ultimo successo casalingo dei biancazzurri in A

PESCARA. Ricordate Romulo Togni? Una sua punizione allo scadere di un Pescara-Catania della stagione 2012/2013, decretò l'ultima vittoria tra le mura amiche dei biancazzurri in serie A. Era il 21 dicembre 2012, giornata numero 18 e penultima del girone d'andata. Il Pescara guidato da Cristiano Bergodi, subentrato al dimissionario Giovanni Stroppa dopo la sconfitta di Siena (13ª giornata), strappò una vittoria molto importante ai fini della classifica che ridiede entusiasmo alla piazza alla vigilia di Natale. Infatti nella gara successiva, i biancazzurri vinsero a Firenze (0-2 reti di Jonathas e Celik), chiudendo così il girone d'andata a quota 20 punti e con la salvezza virtuale in pugno.

Il centrocampista 34enne brasiliano, tiene ancora vivo il ricordo di quella stagione cominciata da fuori rosa: «Dopo la conquista della serie A con Zeman, mi ritrovai ad iniziare la stagione fuori rosa per scelte tecniche. Accettai senza alcun problema la decisione, continuandomi ad allenare anche da solo per cercare di riconquistarmi la fiducia del mister. Poi col passare del tempo, mister Stroppa mi reintegrò con il gruppo e da lì riconquistai il posto. Feci due panchine con Juventus e Siena. Proprio con il Siena avrei dovuto esordire, ma ero in ballottaggio con Quintero che era tornato da poco dalla Colombia. Dopo quella gara il mister andò via e Bergodi già con la Roma mi fece esordire. Per me era un sogno che si realizzava; il coronamento di una carriera dopo aver cominciato dalla serie D».

E poi arrivò quella serata magica contro il Catania con tanto di gol nel finale: «E' stata una serata indimenticabile. Tantissime le emozioni dopo quel gol, soprattutto perché aveva ridato fiducia alla piazza. E' stata una piccola favola, viste le difficoltà di inizio stagione. Ancora oggi alcuni tifosi pescaresi che mi capita di incontrare, mi ricordano di quel calcio di punizione».

Come tanti ex biancazzurri, Togni ricorda con emozione la città di Pescara: «Ci penso ancora oggi. Questa città mi è rimasta impressa per il calore della gente, ma, soprattutto, perché mi ha cambiato la vita. Prima la stagione vinta con il grande Zeman e poi quella in A che è culminata con la retrocessione, ma che mi ha fatto esordire nella massima serie».

Per lui ultima stagione da calciatore, con la maglia del Cuneo in serie D per poi buttarsi a capofitto nella carriera da allenatore: «Ho deciso di smettere. Ho avuto tanti problemi fisici negli ultimi tempi e quindi ho deciso di abbandonare. Ho tanta voglia di allenare ma anche di intraprendere il percorso da osservatore. Ad una chiamata del Pescara, direi subito di sì. Tornerei di corsa. Seguo sempre la squadra di Oddo. Lui fa un gioco molto bello e innovativo che in serie A non si vede. Non ha paura di niente, ma forse da come la vedo io manca un po’ di ampiezza. Centralmente c'è tanta qualità, ma i terzini non spingono a sufficienza, come ad esempio facevano Zanon e Balzano con Zeman. Alla lunga uscirà come squadra, nonostante queste difficoltà. Mi è piaciuta molto la mentalità della società nel difendere l'operato del mister nonostante le avversità».

Oltre alla città, Romulo Togni ricorda con "affetto" anche gli arrosticini: «Mi mancano tantissimi. Io abitavo a Montesilvano e lì da un amico ristoratore, ne mangiavo almeno due o tre volte a settimana. Eravamo un gruppo di amici che si ritrovava sempre lì a degustarli, ma anche a Pescara vecchia nel locale di Leo Sfamurri. Bei tempi, spero che domenica qualcuno faccia gol e che il Pescara torni a vincere in serie A. Quella notte magica del 2012 magari passerà nel dimenticatoio, ma, in compenso, il Pescara si sarà rilanciato nella corsa per la salvezza».

Riccardo Di Persio

©RIPRODUZIONE RISERVATA