Quadarella è la nuova stella: trionfo mondiale nei 1500

24 Luglio 2019

ROMA. Di strada, quasi tutta in acqua, adesso ne ha fatta davvero tanta. Dopo il bronzo al suo primo mondiale dei grandi nel 2017 e la tripletta d'oro agli europei di Glasgow un anno fa, a Gwangju...

ROMA. Di strada, quasi tutta in acqua, adesso ne ha fatta davvero tanta. Dopo il bronzo al suo primo mondiale dei grandi nel 2017 e la tripletta d'oro agli europei di Glasgow un anno fa, a Gwangju Simona Quadarella si prende la scena vincendo il titolo nei 1500 con record italiano (15'40”89): un'impresa, dieci anni dopo quella di un'altra romana, Alessia Filippi (a cui ha tolto il primato nazionale che reggeva proprio da Roma 2009, 15'44”93) che fa scendere lacrime di gioia sul viso della ventenne azzurra consapevole di aver fatto un altro salto che la consacra regina delle distanze più lunghe. Lo fa con autorità in una gara in cui avrebbe dovuto battagliare con la favorita Katie Ledecky, ma l'americana non si presenta ai blocchi causa un'indisposizione e per l'azzurra la corsa verso l'oro risulta ancora più facile. «Neanche me la ricordo la gara, non ci sto capendo niente», dice la romana allenata da Christian Minotti. «Quando ho saputo che Ledecky non avrebbe gareggiato ho capito che avrei potuto vincere, però immaginarlo è una cosa e riuscirci ben altra. Se non c'era vuole dire che non era in grado di gareggiare. Sono stata fortunata, ma la fortuna va da chi si impegna». Una favola che continua per la Simona nazionale, a cui adesso manca solo la gloria olimpica: tra un anno esatto a Tokyo l'azzurra cercherà un altro sigillo. L'Italia intanto ringrazia le sue donne, perché se la Quadarella manda in mondo visione il suo show dorato, con Martina Carraro arriva anche il bronzo nei 100 rana, la prima medaglia mondiale al femminile in questa disciplina. La nuotatrice ligure, fidanzata dell'altro ranista Fabio Scozzoli, sale sul podio con il record italiano di 1'06”36 alle spalle della campionessa olimpica e mondiale, la statunitense King (1'04”93) e alla russa Efimova. Lacrime anche per lei: «Sono stata proprio brava, è incredibile questo bronzo alle spalle di due mostri sacri così» ammette la 26enne di Genova. E poi c'è sempre lei, anche quando la linea verde della vasca italiana si prende la ribalta. Federica Pellegrini, infinita come la sua capacità di confermarsi ancora donna da battere. Nei 200 stile l'olimpionica si prende l'ottava finale mondiale consecutiva.