Quando L’Aquila era invincibile

Il racconto del secondo scudetto vinto cinquant’anni fa dai pionieri del rugby cittadino
L’AQUILA. Gli invincibili hanno compiuto 50 anni. Il rugby aquilano ha festeggiato gli straordinari protagonisti della polisportiva L’Aquila che hanno conquistato, senza sconfitte, il secondo scudetto nel 1969. Al comando della società, il presidente, l’avvocato Vincenzo Camerini, che guida il club con la passione di un tifoso e la capacità del giurista. In campo un gruppo di atleti che in larga parte, due anni prima, aveva regalato ai neroverdi il primo storico tricolore nello spareggio del 30 aprile 1967 a Roma contro le Fiamme Oro e che l’anno successivo aveva fallito il bis soltanto per 2 punti di ritardo. Vincere è sempre difficile, ma ripetersi lo è ancor di più e questo accresce i meriti della squadra allenata da Sergio Del Grande che, con sei presenze, ha dato il suo contributo anche in campo. Una cavalcata iniziata in sordina che poi si è tramutata in una marcia trionfale, grazie ad uno straordinario girone di ritorno. Al giro di boa L’Aquila chiude al secondo posto con 18 punti, a due lunghezze dalla capolista Petrarca, rallentata anche dai due pareggi negli scontri diretti. I neroverdi escono imbattuti da Padova con i tuttineri, ma non riescono a sfruttare il fattore campo contro le Fiamme Oro, in un match terminato 0-0. Nella seconda parte di stagione, il capolavoro con un percorso fatto di 11 successi e tante soddisfazioni tra cui la vittoria casalinga 47-3 contro Rovigo, davanti a circa 3.000 spettatori in visibilio. Tra le mete più belle quella del trequarti Italo Vittorini, scaturita da una bellissima azione condotta da capitan Antonio Di Zitti prima e successivamente da Giampiero Ricci, e quella del 12’ della ripresa che ha visto l’ovale viaggiare da sinistra a destra per tutto il fronte dell’attacco, con la conclusione finale tra i pali di Angelo Autore.
Nella giornata dei record anche l’esordio di due giovani del vivaio Giovanni Di Cola e Mauro Zingarelli a dimostrazione che il vivaio ha giocatori di classe, che attendono solo di entrare in prima squadra. L’Aquila gioca il rugby più bello del campionato, dimostra di essere una spanna superiore alle avversarie, ma deve attendere il finale di campionato per mettere definitivamente la freccia e proiettarsi verso il tricolore. Nel match vinto a Treviso contro il Metalcrom, davanti al pubblico delle grandi occasioni al piccolo campo Miani, non rientra l’infortunato Aio nel ruolo di mediano di mischia, sostituito da coach Del Grande, in una formazione collaudata con Di Cola in fase di maturazione, Pacifici che segna 13 dei 16 punti dei suoi e conquista anche la convocazione in Nazionale.
Il 16 febbraio viene rinviata per neve la sfida contro l’Ignis Partenope, con circa 40 centimetri di coltre nevosa sul terreno del Comunale. Di Zitti viene poi convocato dal tecnico della Nazionale Invernici, ma Ricci alla Gazzetta dello Sport si lamenta per i pochi aquilani convocati in azzurro (altri tempi) provocando anche la reazione della Fir. Nel match vinto dalla selezione Italia 5-3 contro i francesi del Comité du Lyonnais scendono in campo Autore, Pacifici (migliore del reparto che realizza una trasformazione), Ricci e Di Zitti, che giocano anche il 2 marzo nel successo 17-0 sulla Bulgaria. Dopo la lunga pausa azzurra, L’Aquila conquista la vetta e vince alle 11 di mattina il recupero contro la Partenope, grazie ad una stupenda azione personale dell’apertura della nazionale Ricci che, con una serie di finte e dopo aver bruciato l’intera difesa ospite, depone l’ovale con un acrobatico tuffo. A sei giornate dalla fine si configura il duello L’Aquila-Petrarca per il tricolore. I neroverdi devono giocare a Brescia, dove c’è Feliciano Ferri, nato ad Introdacqua e candidato in Abruzzo alle elezioni politiche per la Camera dei deputati, che dirige una Assicurazione. Per i suoi corregionali organizza le cose in grande e ospita l’intera comitiva a Pezzoro, un piccolo centro in Val Trompia, dove presiede uno sci club. Sul campo di Collebeato i neroverdi vincono 17-0 e continuano poi la striscia vincente in casa 14-0 contro il Buscaglione Roma.
Cresce tra gli aquilani la consapevolezza di poter centrare l’obiettivo e il 30 marzo sono in 10.000 al Comunale per lo scontro verità tra L’Aquila e Petrarca che vale una fetta del tricolore. Nonostante la temperatura rigida e il cielo coperto la tribuna è affollata di autorità con l’onorevole Natali, ministro del turismo e dello spettacolo, il sindaco de Rubeis e il ct azzurro Invernici. Sul terreno di gioco, pesante per la neve caduta nei giorni precedenti, è netto il dominio degli aquilani che chiudono la pratica nel secondo tempo grazie ad un Ricci superlativo, con le prestazioni spettacolari di Pacifici, Di Cola, Vittorini, Truppi, Aio e da un formidabile pacchetto di mischia in cui giganteggiano Di Zitti ed i Colagrande che surclassano i diretti concorrenti. Palpabile al termine la soddisfazione del tecnico Del Grande: «Lo scudetto è oramai sulle maglie?», chiedono al termine i cronisti. «Penso proprio di sì. Tuttavia vorrei che tutti gli atleti non sottovalutassero le restanti partite e che non perdessero il ritmo, così potremmo finire in bellezza e, chissà, anche vincere a Padova con le Fiamme Oro».
Sono gli anni rimasti maggiormente nel cuore degli sportivi aquilani che così vengono descritti al Corriere dello sport dall’allenatore: «Gli spettatori hanno avuto un peso determinante», afferma, «la loro passione ci ha responsabilizzati e il nostro impegno è aumentato in conseguenza».
Decisivo per la matematica sarà il successo del 20 aprile 1969, alla penultima giornata, per 3-0 a Padova contro la formazione della Polizia di Stato, grazie ad un calcio di Pacifici per fuorigioco di Angioli. Contro le Fiamme Oro, dove gioca l’aquilano Gigino Scipioni, assente lo squalificato Angelo Scimia, fermato dal giudice sportivo per una giornata dopo l’espulsione di sette giorni prima a Milano nella facile vittoria contro il Cus per gioco scorretto. Alle 15,55, dopo aver saputo della vittoria del Petrarca contro l’Esercito, sul campo dell’Arcella pieno come un uovo con più di 800 tifosi aquilani al seguito, gli 80’ si concludono con il sofferto trionfo neroverde. Per l’ultima partita casalinga contro Parma è forte la febbre in città, dove non si parla di altro e parte la caccia al biglietto. In uno stadio ricolmo di entusiasmo L’Aquila non avrà problemi nell’agevole successo 27-3 contro Parma e festeggerà con il suo pubblico il tricolore degli imbattibili.
Tommaso Cantalini
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