Quarto esonero di fila, è il tramonto di Mourinho

Mai il tecnico portoghese aveva perso dieci gare in una stagione: il Tottenham decide di cambiarlo
LONDRA. L'ex Special One è ormai diventato uno specialista in esoneri: con il benservito ricevuto ieri dal Tottenham, giunto al termine di una crisi di gioco e risultati durata mesi, salgono a quattro i licenziamenti consecutivi subiti da José Mourinho negli ultimi otto anni di carriera. La panchina è affidata in questa parte finale della stagione al duo Ryan Mason-Chris Powell, in attesa della nomina del nuovo tecnico. I favoriti della prima ora sono il tedesco Julian Nagelsmann (Lipsia) e il nordirlandese Brendan Rodgers (Leicester), ma c’è spazio per altre candidature. Nelle scorse settimane è circolato il nome di Maurizio Sarri. L'esonero del portoghese costerà al Tottenham 20 milioni abbondanti di euro.
Sembrano lontanissimi gli esordi gloriosi di Josè Mourinho, le molte stagioni vissute da protagonista che avevano caratterizzato gli inizi della sua brillante avventura in panchina, dal Porto al Chelsea fino allo storico Triplete alla guida dell'Inter. Da lì in avanti, però, al di là di qualche sporadico trionfo, si sono succeduti solo delusioni, liti e traumatici congedi, a cominciare da quello del 2013 quando Florentino Perez decise che il suo tempo a Madrid fosse scaduto. Anche il ritorno al Chelsea, nel 2013, si è concluso con il licenziamento, arrivato nel dicembre 2015, pochi mesi dopo aver vinto la Premier League (la terza personale). Identico epilogo dell'avventura all'Old Trafford: due stagioni e mezzo, una Europa League, e l'immancabile esonero, dopo essere entrato in rotta di collisione, da immancabile abitudine, con tutto l'ambiente, dallo spogliatoio alla dirigenza. È infine durata 17 mesi la permanenza alla guida del Tottenham: chiamato nel novembre 2019 a prendere il posto di Pochettino, Mou aveva firmato un ricco contratto fino al 2023. Discreto il rendimento la prima stagione: ereditata la squadra al 14° posto, l'aveva guidata fino al sesto gradino della Premier. Male però in Europa con l'eliminazione dagli ottavi di Champions per mano del Lipsia. Altrettanto deludente il cammino internazionale quest'anno, uscito agli ottavi contro la Dinamo Zagabria. Dopo il pareggio in casa dell'Everton, nell'anticipo di venerdì scorso, il Tottenham è settimo in campionato, staccato cinque punti dalla zona Champions. «Il primo esonerato di un club di Superlega», ha scherzato Gary Lineker, ex attaccante della nazionale inglese. Un esonero sorprendente, almeno nella tempistica, dal momento che tra una settimana gli Spurs sfideranno il Manchester City nella finale di Coppa di Lega. «José è un professionista, ha dimostrato resilienza durante la pandemia», lo ha congedato Daniel Levy, presidente del Tottenham. «È stato un piacere lavorare assieme, e mi dispiace che non siano arrivati i risultati sperati». Con inevitabile riferimento alle dieci sconfitte subite fin qui dai londinesi in Premier: mai in carriera Mourinho aveva perso così tante partite in una stagione. Una prima volta che gli è costata l'ennesima panchina.

