Quattro turni di stop per il Benali furioso
E oggi pomeriggio c’è l’assemblea dei soci per ricostituire il capitale sociale
PESCARA. La folle reazione costa quattro giornate di stop a Benali. È questa la decisione del giudice sportivo, Emilio Battaglia, che ha punito il biancazzurro per lo scatto di nervi esibito alla fine del match contro il Como. Nel comunicato ufficiale viene spiegata la motivazione: Benali è stato squalificato «per avere, al termine della gara, afferrato con entrambe le mani, in maniera violenta, il collo di un calciatore avversario, e, successivamente, aver assunto un atteggiamento intimidatorio nei confronti del medesimo avversario, venendo trattenuto a fatica da alcuni compagni di squadra...». Sabato scorso il centrocampista del Pescara, al triplice fischio dell'arbitro Rapuano di Rimini, ha subìto un brutto fallo da Bessa tentando una reazione. Alcuni compagni di squadra, con Lapadula in testa, hanno provato senza successo a contenere la furia di Benali che era fuori di sé, soprattutto a causa di un altro colpo sferratogli dal comasco Barella. Quest'ultimo, infatti, è partito dalla panchina per affrontare il pescarese. Nemmeno l'intervento del presidente Daniele Sebastiani si è rivelato efficace per placare l'ira dell'ex bresciano che è riuscito a liberarsi di un energico placcaggio di Lapadula scontrandosi di nuovo con Barella. Il giudice sportivo ha squalificato anche il centrocampista del Como per tre giornate. Benali non è nuovo a questi comportamenti. L'anno scorso, infatti, durante la gara Brescia-Trapani venne espulso per un brutto fallo ai danni di un avversario e, quando l'arbitro gli mostrò il cartellino rosso, reagì in maniera scomposta mancando di rispetto al direttore di gara e proferendo un'espressione blasfema. Una condotta che gli costò tre turni di stop, poi il Brescia fece ricorso e multò il calciatore. Lo stesso farà il Pescara con il presidente Sebastiani che nel dopo partita aveva già condannato l'accaduto. «Benali è stato provocato», queste le parole del presidente, «ma in quei casi non bisogna cadere nelle trappole, perché poi si pagano le conseguenze». Quella di Benali non è la squalifica più pesante del torneo in corso. Finora il record negativo appartiene al centrocampista dell'Entella, Simone Palermo, che un mese fa ha preso cinque giornate per aver colpito con una gomitata il salernitano Colombo. Dopo l'espulsione, Palermo offese gli ufficiali di gara e uscì dal campo dando un calcio ad un bottiglietta.
Assemblea dei soci. Oggi pomeriggio, alle ore 18, nella sede di via Paolucci a Pescara, si terrà l'assemblea dei soci che dovrà provvedere all'aumento di capitale. L'operazione è di poco inferiore ai 4 milioni di euro e il nuovo capitale sociale si assesterà all'incirca sui 2,2 milioni di euro. L'ex amministratore delegato, Danilo Iannascoli, promette battaglia attraverso i avvocati Ernesto Torino Rodriguez e Luigi Balestra. Nei giorni scorsi il Tribunale dell'Aquila ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da Iannascoli, ma l'ex dirigente del Delfino, proprietario del 30% del pacchetto azionario, non ha alcuna intenzione di tirarsi indietro.
Giovanni Tontodonati
©RIPRODUZIONE RISERVATA

