«Questione di testa, eravamo a Manchester»

21 Ottobre 2018

In settimana, durante gli allenamenti, il campanello d'allarme era suonato: «Non eravamo un granché, questione di testa», rivela Allegri. Il tecnico della Juventus quasi se lo sentiva il mezzo passo...

In settimana, durante gli allenamenti, il campanello d'allarme era suonato: «Non eravamo un granché, questione di testa», rivela Allegri. Il tecnico della Juventus quasi se lo sentiva il mezzo passo falso contro il Genoa. Che è arrivato puntuale, a dimostrare che «non si vince prima di giocare. Torniamo con i piedi per terra e capiamo bene che, per vincere le partite, servono sacrificio e fatica», è la lezione dell'allenatore dopo l'1-1 col Genoa. Non illuda il tono pacato di Allegri: la rabbia per due punti buttati, dopo aver dominato per 60' la partita, c'è tutta. «Da queste partite passano gli scudetti e dopo 10' del secondo tempo abbiamo iniziato a pensare a Manchester», è l'analisi dell'allenatore . «Una squadra come la nostra non può permettersi di lasciare due punti per strada giocando una mezz’ora tanto leggera. Cose che capitano nel calcio», prosegue, «ma dispiace per la mancata vittoria, ci siamo addormentati sul gol e loro sono stati bravi perché non hanno mai sbragato, mentre noi siamo usciti dalla partita». Fatale il gol di Bessa –che lo dedica alla madre, che ha sconfitto il cancro – nato da una disattenzione della difesa che si è «addormentata. Bisogna marcare», sottolinea Allegri, «quella era un'azione lenta e in area bisogna marcare. Poi abbiamo avuto una reazione buona, ma singola, non di squadra, su questo bisogna lavorare perché non succeda più».