QUESTO È CALCIO DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI

di ANTONIO DE LEONARDIS Primo esame in A ed è subito il Pescara che ti aspetti. Una macchina da gioco che per un tempo intero ha fatto impazzire di gioia i ventimila dell'Adriatico e che per il resto...
di ANTONIO DE LEONARDIS
Primo esame in A ed è subito il Pescara che ti aspetti. Una macchina da gioco che per un tempo intero ha fatto impazzire di gioia i ventimila dell'Adriatico e che per il resto della partita ha comunque tenuto testa a un Napoli che Maurizio Sarri ha avuto modo di rivitalizzare in corsa soprattutto grazie alla sua panchina stramilionaria. Era una specie di Davide contro Golia, ma non se n'è accorto nessuno, tanta è stata la qualità messa in campo dai biancazzurri che non a caso sono arrivati ad un soffio da una grande impresa che avrebbero comunque strameritato per la personalità, il gioco espresso e le tante occasioni da gol create in quei fantastici primi 45 minuti. Uno spettacolo così come lo era stata la prova generale di otto giorni prima nella sfida di coppa Italia con il Frosinone. E sì perché Massimo Oddo per l'esordio in serie A contro i vicecampioni d'Italia ha riproposto lo stesso Pescara che aveva messo sotto la squadra di Marino, ovvero senza una prima punta di ruolo ma con una pattuglia di incursori (quasi tutti debuttanti) buttati con tutto il loro talento a cercare spazi e gioco tra le linee ordinate e collaudate della formazione di Sarri. L'ennesima felice intuizione dello stratega pescarese che riesce costantemente a tirar fuori il massimo e il meglio dai suoi giocatori, a tutto svantaggio di chi si trova di fronte. Troppi elogi? Non scherziamo, questo è il Calcio, bellezza, diffidate dalle imitazioni. E alla luce di una recita talmente ben riuscita, vanno viste con la massima attenzione le operazioni ancora da definire nel corso di questo infinito e snervante calciomercato.
La squadra ha una sua identità ben definita che ovviamente non va né ritoccata né tanto meno stravolta, la vera necessità è semmai quella di completarla con gli interventi più opportuni e funzionali per l'idea di gioco che il tecnico ha impostato e sta portando avanti.
La necessità di una punta di peso, alla Cocco, per capirli (parlo di caratteristiche e non di valore assoluto) mi lascia perplesso, il reparto può dare le più ampie garanzie con gli innesti di Bahebeck e Muric che potrebbero essere in perfetta sintonia con l'identità offensiva della squadra. L'arrivo di Simone Pepe, jolly affidabile e di provata esperienza, può essere un valore aggiunto, la necessità impellente resta quella di un difensore centrale che non sia una scommessa. Lo impongono le condizioni fisiche di Campagnaro e Coda che al momento possono dare un apporto solo parziale e non in linea con le loro notevoli potenzialità.
Coda, in particolare se l'è cavata bene contro il Napoli fino al liscio che ha propiziato il pari di Mertens e forse determinato da un rimbalzo irregolare sul terreno di gioco appena sistemato. Un nuovo infortunio, subito dopo, lo ha costretto di nuovo ai box e questo è senz'altro un problema che non può essere trascurato.
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