«Questo torneo può aiutare la crescita azzurra»

Il ct della Nazionale: «Milano è abituata a vincere ma le sfidanti non staranno certo a guardare»
DALLA PRIMA DELL’INSERTO
Pianigiani, da dove si riparte?
«Ovviamente dallo scudetto vinto da Milano. È una squadra profonda, sempre più attrezzata e che ora è in grado di proseguire un certo tipo di discorso anche a livello tecnico».
L’Armani è una squadra vincente e collaudata, dunque, nonostante alcuni ritocchi. Ed è sempre la favorita.
«Non faccio una classifica di gradimento, ma oltre il valore dal punto di vista tecnico i campioni d’Italia hanno una struttura di squadra che poggia sul gruppo che ha già vinto. E che quindi ha acquisito consapevolezza e autostima. È ancora la squadra da battere».
La Supercoppa vinta da Sassari mette a rischio le gerarchie?
«La Dinamo ha dimostrato di avere tanta qualità e una notevole faccia tosta. È stata una bella finale, con tanti strappi,nella quale la brillantezza di Sassari ha fatto la differenza, mentre Milano ha forse sofferto il ritardo di preparazione dovuto a una stazza notevole dei suoi giocatori. Sarà un campionato combattuto».
Quali sono le altre squadre in grado di dare fastidio ai campioni d’Italia?
«C’è un gruppo di squadre ben assortite, che hanno cambiato molto e che hanno voglia di proporsi ad alti livelli. Penso a Venezia, Reggio Emilia, Cantù. Sarà interessante e stimolante vedere come riusciranno a trovare la giusta chimica di squadra e che tipo di forza mentale avranno. Ora però è davvero presto per potere parlare di valori e chances, il precampionato è fatto di alti e bassi e anche questa preseason non è stata diversa dalle altre».
Nelle squadre di prima fascia c’è un buon numero di italiani in grado di recitare il ruolo dei protagonisti. Questa per la sua Nazionale è una buona notizia.
«Anche in questo caso valutazioni più precise si potranno fare soltanto strada facendo, in attesa di capire quale spazio e quale “peso” avranno nelle rispettive squadre. Però Milano ha Gentile, Melli e Hackett; Reggio Emilia ha un nucleo italiano molto nutrito, con Cinciarini, Cervi, Polonara, Della Valle, Mussini; Cantù ha Stefano Gentile e Abass, Sassari ha preso Cusin e ha già un nucleo importante di veterani italiani. Senza dimenticare Trento, una neopromossa che ha prospetti interessanti come Pascolo, Spanghero e Baldi Rossi. Il mio augurio è che trovino spazio e siano determinanti per le loro squadre».
C’è la sensazione che questa generazione sia agguerrita e affamata. È davvero così?
«Sono ragazzi che hanno voglia di crescere e affermarsi. Spero che si guadagnino il loro spazio e lo sfruttino al meglio».
Due azzurri, Alessandro Gentile e Cusin, per ragioni diverse hanno rischiato di lasciare il campionato italiano e invece sono ancora qua.
«Sono due giocatori fortemente rappresentativi e dobbiamo essere felici quando le squadre italiane riescono a identificarsi con qualche giocatore azzurro. Ma dobbiamo anche essere contenti quando i nostri giocatori hanno proposte da fuori. Penso ad Aradori e a Poeta. Significa che il livello si sta alzando e che siamo competitivi a livello internazionale».
Un aspetto non secondario in chiave azzurra.
«Certamente. Se vogliamo competere ad alti livelli, dobbiamo fare di tutto per avere giocatori “europei”, pronti a confrontarsi in palcoscenici di alto livello. E per questo che sono particolarmente felice della partecipazione dei team italiani alle coppe».
L’anno scorso è andata piuttosto bene.
«Milano ha fallito di un soffio l’ingresso alle Final four di Eurolega; Reggio Emilia ha vinto l’Eurochallenge organizzando oltretutto la fase finale; Sassari, Cantù e Siena sono andate avanti giocandosela alla pari. Giocare le coppe è un’esperienza impagabile per la crescita dei singoli e del movimento. Direi che le nostre squadre hanno dato credibilità alla nostra pallacanestro».
Quest’anno in Eurolega ci saranno l’Olimpia Milano e l’esordiente Dinamo Sassari.
«Sono entrambe in grado di farsi valere e mi auguro che vadano il più avanti possibile. Nel caso di Sassari, si tratta di una realtà emergente, circondata da un grande entusiasmo, per la quale fare il tifo».
Che annata sarà per la nazionale di Pianigiani?
«Ci avviciniamo a un altro Europeo, nel quale andremo alla ricerca di conferme e di nuovi traguardi, in particolare le olimpiadi. Veniamo da tre anni positivi, nel quale abbiamo costruito molto e si è creato un bel clima, con un gruppo molto coeso».
Vi confronterete con squadre di altissimo livello.
«Mi piacerebbe poter essere al completo, una volta tanto. Siamo una squadra vera, ma abbiamo avuto parecchie “sfighe”. Vorrei poter contare su tutto il gruppo. A quel punto ci sarebbe da divertirsi».
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