qui biancazzurri

14 Settembre 2015

CHIETI. Arrivato da solo qualche giorno, il nuovo americano del Roseto Kyle Weaver ha stupito tutti, non solo per il suo curriculum, ma soprattutto per la disponibilità ed il sorriso. «Tornare in...

CHIETI. Arrivato da solo qualche giorno, il nuovo americano del Roseto Kyle Weaver ha stupito tutti, non solo per il suo curriculum, ma soprattutto per la disponibilità ed il sorriso. «Tornare in Italia è stato facile, dopo l’esperienza di Napoli», dice Weaver. «Roseto mi ha cercato con forza ed io, dopo l’esperienza non molto felice in Israele, avevo bisogno di un posto dove ripartire con ambizione. Sono appena arrivato e già mi trovo a mio agio, la città è bella e anche coi nuovi compagni siamo partiti col piede giusto».

A Roseto ritrova il suo ex compagno ai tempi di Napoli Sylvére Bryan: «La sua presenza è stata importante, ci eravamo anche parlati al telefono prima di firmare, dicendomi solo cose belle di Roseto» racconta ancora l’americano, che poi, sollecitato, si descrive come giocatore: «Facile, mi piace vincere le partite, quindi in campo faccio tutto quello che serve per farlo. Non è una questione di ruoli, in Nba giocavo da guardia o ala piccola, qui sarò più vicino a canestro da ala grande, ma non è importante; è questa proprio una mia caratteristica, nel bene e nel male: so fare un po’ di tutto sul parquet e chissà, magari se fossi stato un poco più specialista avrei potuto avere più facilmente un posto in Nba», sorride allargando le braccia.

Se la Nba è ancora un obiettivo, cosa ci fa allora in Italia? «Volevo un posto giusto per ripartire, Nel basket europeo, fisico e molto tattico, posso mettere a frutto le mie attitudini di gioco. Certo, penso ancora alla Nba, ma non è un obiettivo vicino: adesso sono a Roseto, e devo fare del mio meglio. A fine stagione poi, se sarò stato bravo, magari riproverò a giocare in qualche Summer League per mettermi in mostra e ritentare la carta Nba». I tifosi italiani sono andati su di giri, quando hanno letto delle stagioni passate ad Oklahoma giocando di fianco a Kevin Durant. «Eravamo molto giovani e già molto competitivi», ridacchia il nuovo biancazzurro, «amici fuori dal campo, ma in allenamento sempre molto determinati e duri; sono stati bei momenti che mi hanno insegnato davvero tanto». Tra meno di un mese inizierà il campionato: cosa promette ai tifosi degli Sharks? «Sono felice di essere arrivato qui, mi sento fisicamente pronto e farò tutto quello che posso per migliorare me e il team, voglio che siate tutti orgogliosi di noi, lavoreremo duro per vincere il più possibile, e sarò felice se potremo farlo tutti insieme». Roseto ha trovato un leader col sorriso.

Marco Rapone

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